Tempo di lettura: 2 minuti



Anche durante questa lunga parentesi di coronavirus è emerso il ruolo strategico e di primo piano svolto dal volontariato nell’ambito del sistema di soccorso sanitario. In realtà, e anche l’emergenza di questi giorni lo sta dimostrando, il Terzo Settore collabora in modo sinergico con la componente professionale del soccorso ed è in grado di assicurare un servizio all’altezza della situazione grazie a una formazione specifica.


Ma proprio dal mondo del volontariato arrivano forme moderate di protesta.
“Il mondo associativo di promozione sociale, gli stessi enti no profit, anche con il “decreto rilancio” sono esclusi sia sul piano nazionale che su quello regionale dagli aiuti concreti previsti per contrastare il grave stato di crisi dovuto alla pandemia del coronavirus”. L’allarme lo lancia il vicepresidente nazionale del Movimento Cristiano Lavoratori, Michele Cutolo.
“Non abbiamo potuto accedere – spiega – a nessuna agevolazione, neanche locale, nonostante l’ingente peso delle passività sostenute (canoni locazione, utenze, Tari, ecc), a bonus di qualsiasi genere, per alleviare in parte la sospensione delle attività”. Cutolo aggiunge: “Appare difficile valorizzare, come spesso si dice, il volontariato e il terzo settore che tanto hanno dato in piena emergenza – basti pensare al mondo degli anziani – e non mi pare che i 100 milioni di euro previsti nel fondo del terzo settore, abbiano una precisa finalità per quanto sopra detto”. “Occorre ricordare, inoltre – afferma Cutolo – che lo stesso voluminoso decreto rimanda ad una serie di decreti interministeriali o ministeriali anche per altre categorie produttive del Paese, che necessitano di tempi lunghi”. “Non resta che sperare nella discussione in Parlamento sul decreto affinché si approfondisca e si realizzi un concreto aiuto al mondo associativo e del volontariato con provvedimenti seri in tal senso” conclude il vice presidente nazionale Mcl.

Secondo Mario Costa, presidente di Siems (Società scientifica dell’emergenza) “è necessario un progetto comune volto a rispondere all’esigenza di una standardizzazione complessiva del servizio sanitario offerto dal volontariato in tutta Italia, a partire dallo studio e dalla valorizzazione delle buone pratiche, per arrivare alla definizione di un modello generale da proporre (e non imporre) a tutte le realtà regionali. Su questo progetto la SIEMS garantisce, fin d’ora, la propria disponibilità.
L’emergenza del Covid-19 richiede un dispiegamento di forze eccezionale e incredibilmente superiore all’ordinario, pertanto la SIEMS ringrazia tutti gli attori del mondo sanitario per la dedizione, il sacrificio e il coraggio che continuamente dimostrano e, tra loro, anche i volontari del soccorso, capaci di mettersi in gioco per creare le sinergie vincenti per la gestione dell’emergenza”.