Io così la sosta non la pago! Sostituiscono le monete con app elettroniche che rubano i dati degli utenti. Ora basta: oltre al denaro non voglio arricchirli anche con i miei dati personali”. Tuona così l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione Noiconsumatori, dopo la copertura dei parcometri presenti in città con dei teli recanti le diverse possibilità “digitali” di pagamento del ticket per la sosta che di fatto lasciano molti dubbi sulla validità delle altre modalità attive prima e certamente precludono il comune pagamento attraverso l’inserimento di monete nella macchinetta.

Se fino a qualche tempo fa, infatti, il pagamento della sosta sulle strisce blu direttamente dallo smartphone era solo una tra le opzioni proposte da Anm agli utenti nell’ottica di adeguarsi alla rivoluzione digitale in atto  per “migliorare la qualità dei servizi offerti alla collettività”, insieme ai titoli prepagati, alle schede elettroniche e naturalmente al diretto inserimento di denaro nella gettoniera, ora, stante il rivestimento comparso sulle macchinette, parrebbe essere diventata l’unica.

“Si tratta – prosegue Pisani – di un’altra orribile violazione della privacy e abuso, discriminazione e beffa soprattutto in danno di anziani ed automobilisti liberi da smartphone”.

Chi non potrà pagare attraverso una delle app proposte perché non in grado per il mancato possesso di un dispositivo idoneo, della connessione di rete o perché non in grado, come molti anziani, di stare al passo con le innovazioni digitali come potrà adeguarsi ed evitare di essere ingiustamente multato?

“Domani – annuncia Pisani – farò un esposto al garante dell privacy e chiederò sanzioni!”.

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