Se n’è andato all’improvviso, folgorato sotto gli occhi atterriti della moglie, senza che nessun preallarme potesse far prevedere una fine così repentina Carmine Alboretti ci ha lasciato a soli 44 anni, nel fiore degli anni e della carriera professionale. Era un giornalista di assoluto rigore morale e professionale, I primi passi li aveva mossi a Boscotrecase, il suo paese di origine, come corrispondente del Roma e di Metropolis. Contemporaneamente svolgeva la professione di avvocato. Ma l’irresistibile fascino del giornalismo lo aveva rapito ed aveva abbandonato le pandette. Era prevalso in lui il desiderio di raccontare i fatti della vita, della politica, della storia e del mondo cattolico, di cui era entusiasta ed appassionato sostenitore e divulgatore. Professionalmente era cresciuto a La Discussione, in quotidiano fondato da De Gasperi, dove, partendo dalla redazione napoletana, aveva scalato tutte le posizioni fino a diventarne redattore capo e vicedirettore.

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Rigoroso, attento, sensibile ad ogni vicenda dove erano in gioco questioni Istituzionali, di trasparenza politica e di umanità. Il suo impegno nel mestiere è stato profondo, totale, scandito da quel senso di rispetto della professione, della verità e di come raccontarla con imparzialità e talvolta con ironia. Aveva qualità morali che lo hanno portato ad assumere anche l’incarico di consigliere giuridico dell’euro parlamentare Franco Roberti, ex procuratore nazionale antimafia. Ma non aveva tralasciato la collaborazione a La Discussione.

Verso la Chiesa aveva particolare attenzione aveva seguito il Conclave 2013 come vaticanista del quotidiano online “Il Punto”. Per il suo impegno nella promozione della dottrina sociale della Chiesa era stato nominato socio onorario del Parlamento della Legalità ed aveva ricevuto i Premi “Giovanni Paolo II” e “Padre Pio da Pietrelcina”. È stato autore di numerosi saggi sulla storia del francescanesimo, ha collaborato con il Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace.

Come scrittore tra i suoi libri citiamo “La buona famiglia” e “Il Cantico di frate Vesuvio”. Così come innumerevoli articoli dedicati alla dottrina sociale, alle vicende di emarginazione, di impegno verso l’ambiente e la natura, come “Meraviglia del creato”.

Carmine per come ha lavorato, per il suo talento, la cortesia, la modestia, l’impegno e la dedizione mancherà a tutta la categoria del giornalismo campano e non solo. Lascia la sua adorata famiglia, la moglie Maria, il figlio Francesco, la sorella e la mamma. A tutti loro il senso del cordoglio e della vicinanza del “Quotidiano Napoli”.