Il “Decreto rilancio” è legge. Lo Stato Italiano stanzia contributi a fondo perduto per le Pmi fino a 5 milioni di fatturato e consente la ristrutturazione gratis anche per le seconde case. Vediamo insieme le misure più importanti.

Il bonus per baby sitter e centri estivi

Viene raddoppiato a 1.200 euro il bonus, per chi non ne abbia ancora usufruito, per babysitter già previsto dal Cura Italia, che passa da 1.000 a 2.000 euro per i medici e gli operatori sanitari e sarà utilizzabile anche per i centri estivi. Aggiunti altri 15  giorni di congedo parentale straordinario con retribuzione al 30%, fino a luglio, per chi ha figli sotto i 12 anni. Fino alla fine dell’emergenza, i lavoratori dipendenti del settore privato con figli under 14 potranno lavorare in smart working a condizione che tale modalità sia compatibile con le caratteristiche della prestazione. Previsti anche altri 12 giorni di permesso ex legge 104.

Arrivano ecobonus e sismabonus

Nel Decreto rilancio è previsto un Superbonus del 110% per gli interventi di riqualificazione energetica e antisismica, oltre alla possibilità di cedere il credito maturato alle banche o di chiedere lo sconto in fattura all’impresa che effettua i lavori. Nel Superbonus al 110% figurano anche gli interventi sulle seconde case purché non si tratti di edifici unifamiliari: ok alle abitazioni che non siano prima casa all’interno di un condominio ma non alle villette.

Il Governo stanzia quasi 150 miliardi di titoli pubblici per finanziare i provvedimenti del Dl Rilancio, pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Per finanziare il provvedimento, lo Stato fissa l’importo massimo di emissione di titoli pubblici, in Italia e all’estero, al netto di quelli da rimborsare e di quelli per regolazioni debitorie, per l’anno 2020, in 148,33 miliardi. Il precedente limite era fissato a 83 miliardi, con una differenza di +65,33 miliardi di euro. Questa la sintesi dei provvedimenti.

Le Pmi

In arrivo 10 miliardi per le pmi fino a 5 milioni di fatturato. Saranno erogati contributi a fondo perduto, accreditati dall’Agenzia delle Entrate, a patto che abbiano subito un calo complessivo dei ricavi di almeno un terzo ad aprile rispetto allo stesso periodo del 2019. L’indennizzo è del 20% per i fatturati fino a 400mila euro, del 15% fino tra 400 mila euro e un milione e del 10% oltre questa soglia e fino a 5 milioni. Per la presentazione della domanda prevista anche l’autocertificazione di regolarità antimafia. In arrivo un credito d’imposta del 60% sui canoni d’affitto per tre mesi (a condizione che si registri una perdita del fatturato di almeno il 50% nel mese di riferimento) e il congelamento degli oneri fissi sulle bollette fino a luglio.

Lo stop all’Irap

Bloccato il saldo e l’acconto del 40% Irap dovuto a giugno per tutte le imprese fino a 250 milioni di fatturato e previsto uno sconto per circa 4 miliardi a circa due milioni di imprese e professionisti. Da questa misura sono escluse le banche, gli enti finanziari, le assicurazioni e le amministrazioni pubbliche.

Ecco il reddito d’emergenza

Viene introdotto il Reddito di emergenza per le famiglie in difficoltà che però non sarà compatibile con altri sussidi e verrà erogato per due mesi. Il beneficio previsto andrà dai 400 euro agli 800 euro mensili, in base al numero dei componenti familiari. Le domande devono essere presentate entro giugno. Per avere diritto al Rem è necessario avere la residenza in Italia, un reddito familiare inferiore al Rem spettante, patrimonio mobiliare familiare 2019 inferiore a 10mila (massimo fino a 20mila euro), e Isee inferiore a 15mila euro. Per questa misura è previsto circa un miliardo.