Covid, protocollo per la terapia domiciliare in Campania. L’avvocato Grimaldi: “Abolire i limiti di prescrizione”

reparto terapia intensiva

Nel corso della diretta Facebook sulla pagina dell’avvocato Erich Grimaldi (https://www.facebook.com/avvocatoerichgrimaldi/), in confronto con il prof. Antonio Marfella ed il dott. Andrea Mangiagalli di Milano, la dott.ssa Pina Tommasielli, Responsabile per i territori dell’Unità di Crisi della Regione Campania, ha confermato l’approvazione, avvenuta in data 15 maggio 2020, di un protocollo, per la terapia domiciliare Covid.

La piattaforma

La precoce presa in carico dei pazienti e il relativo trattamento saranno facilitati, per la Tommasielli, dall’utilizzo della piattaforma informatica di sorveglianza regionale, che semplificherà e renderà più agevole lo scambio di informazioni, tra le parti coinvolte, ai vari livelli, come di seguito dettagliato, ma anche tra Medici e il paziente e la sua famiglia.

I MMG e i PLS, medici che hanno in carico il paziente sospetto o affetto da Covid-19, di cui è nota la anamnesi personale clinica individuale e l’eventuale presenza di comorbidità o terapia farmacologica in corso, si avvalgono dei dati presenti sulla cartella clinica informatizzata interagendo con gli altri attori, sulla piattaforma regionale di Sorveglianza.

Gli stessi MMG attiveranno il servizio domiciliare (USCA) attraverso la compilazione e l’invio su piattaforma regionale di Sorveglianza della scheda di Triage al coordinatore della AFT (Aggregazioni Funzionali Territoriali) e potranno effettuare in caso di specifica necessità visite domiciliari e/o il monitoraggio a distanza.

Inoltre, la Tommasielli ha confermato, nel corso della diretta, la presenza, sul territorio della Asl Napoli 1, di ben 50 USCA (???) e che l’esito del tampone arriverà, entro 24/48h, dalla segnalazione del paziente, per poter somministrare, in tempi rapidi, anche l’idrossiclorochina, come previsto dai protocolli AIFA, previa valutazione dei rischi.

I limiti di prescizione

“Allo stato, però – denuncia l’avvocato Erich Grimaldi – continuano a pervenire segnalazioni di pazienti, sospetti Covid, che sono ancora in attesa di ricevere un tampone e contestano, in ogni caso, il tempestivo intervento delle USCA”.

“Il protocollo, così come previsto – aggiunge Grimaldi – limita la libertà prescrittiva dei MMG, i quali dovranno attendere l’esito positivo del tampone, per poter prescrivere la clorochina e l’idrossiclorochina, farmaci che, come confermato, nel corso della diretta live, da Antonio Marfella e da Andrea Mangiagalli di Milano, per avere un’efficacia sulla malattia, dovrebbero essere utilizzati, in fase precoce ovvero nelle prime 24/48h, nell’ipotesi di sintomi clinici evidenti”.

“I limiti prescrittivi – prosegue ancora l’avvocato Grimaldi – non previsti dai protocolli AIFA, in sostanza, comportano un rischio, per il paziente, di iniziare, in ritardo, la cura, nell’ipotesi in cui l’esito del tampone non sia tempestivo o, comunque, sia falso negativo, in quanto il MMG, pur volendo agire, in scienza e coscienza, verrebbe condizionato dal protocollo”.

“Ho invitato, nel corso della diretta, quindi, la dott.ssa Tommasielli a rivedere, con urgenza il protocollo – spiega l’avvocato Grimaldi – nella parte in cui pone il suddetto limite, ai MMG, in quanto lo stesso si pone in contrasto con il diritto alla salute dei cittadini, i quali, peraltro, possono scegliere di essere curati, tempestivamente, sottoscrivendo il consenso informato”.

“L’omessa rettifica – conclude Grimaldi – mi vedrebbe costretto, nell’interesse dei cittadini e dei medici, a proporre un ricorso al TAR, analogo a quello già presentato, per la regione Lazio”.

Ecco la diretta: