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Il blocco del calcio provocato dal coronavirus ha mandato, almeno temporaneamente in soffitta, anche tutta la questione arbitrale, che aveva avvelenato lo scorcio di campionato, con le contestatissime decisioni adottate dagli arbitri in riferimento all’applicazione del Var. E con il Napoli che almeno in paio di circostanze è stato pesantemente penalizzato, in termini di punti in meno in classifica.

La sola cosa che trovava gli osservatori più o meno tutti sulla stessa posizione era la necessità di un ricambio del vertice. Nicchi e Rizzoli (quest’ultimo, in verità, da arbitro è stato quasi inappuntabile) hanno chiaramente fatto ormai il loro tempo e bisognerebbe che entrambi lascino le poltrone libere. Questa esigenza è rafforzata da una recentissima dichiarazione di Rizzoli.

Il designatore degli arbitri di Serie A è intervenuto nei giorni scorsi in un incontro promosso dal Bologna-Academy webinare si è soffermato sui nuovi regolamenti nel calcio: “Esistono anche tra gli arbitri, come ovunque, persone permalose: più gli andate a protestare contro e più si chiudono e faranno l’opposto, e questo riguarda anche l’andare a rivedere anche le sue decisioni al VAR”. Roba da non credersi, questa è la conferma che Rizzoli  deve lasciare.
In parole povere egli ammette candidamente che se un giocatore, nel corso dell’incontro, di fronte all’indifferenza di un arbitro, lo sollecita ad andare a visionare il Var ottiene l’effetto contrario. Il che, oltre ad essere sgradevole, dimostra che le regole attuali non vanno proprio e che bisogna urgentemente cambiarle, magari proprio ora che tutto è ancora fermo e che c’è tempo per riflettere.

La verità è che, indipendentemente dalle permalosità, gli arbitri, probabilmente non supportati dagli stessi Nicchi e Rizzoli, non hanno mai digerito l’introduzione del Var, per cui l’unica soluzione è attribuire agli allenatori la possibilità, di chiedere loro la visione, in modo da mettere gli arbitri con le spalle al muro . Certo, queste richieste non potranno ripetersi all’infinito. Ma quanti sono nel corso di una partita gli episodi sui quali si può discutere? Diciamo mediamente un paio. Dare quindi due possibilità a ciascun allenatore metterebbe al sicuro dalle “permalosità”. Fermo restando che sarebbe auspicabile eliminare la presenza di un arbitro al Var, per evitare condizionamenti. Ma ormai il Var è diventato una sorta di ufficio di collocamento per gli arbitri più anziani e sarà difficile schiodare la casta da questa sinecura.

Quanto alle nuove regole sempre Rizzoli ha spiegato: “La più complicata è quella del fallo di mano che sarà sempre soggettivo: è stato tolto il concetto di volontarietà mettendo parametri più oggettivi, ma resta complicato”. Lo sapevamo. Ecco perché ogni volta che c’è un fallo di mani in area l’arbitro, a prescindere, dovrebbe andare a visionare il mezzo elettronico. Che nel 99 per cento dei casi gli impedirebbe di sbagliare. E soprattutto impedirebbe il nascere di polemiche.