De Luca-Zingaretti - Di Maio

Vincenzo e Luca è il governatore più amato dagli italiani. Figura al primo posto in un sondaggio organizzato dall’’Università di Siena e del’Istituto affari internazionali (Iai). Dal rapporto «Emergenza coronavirus e politica estera – L’opinione degli italiani sul governo, l’Europa e la cooperazione internazionale», si appura anche che il governatore a suscitare il minoro gradimento è Zingaretti, governatore della Regione Lazio e segretario del Pd.  Vicini all’80% di gradimento sono appunto Vincenzo De Luca, Luca Zaia, Stefano Bonaccini, Donatella Tesei. Promossi anche i presidenti di Liguria, Marche, Puglia e Toscana, oltre il 66%. Meno bene, invece Attilio Fontana (58%), Alberto Cirio (53%) e Nicola Zingaretti (53%).

È evidente che il decisionismo mostrato da De Luca in questi due mesi di lock down ha generato, al di là delle sue folkloristiche battute (l’ultima il “fratacchione” rifilato a Fabio Fazio) una sensazione di affidabilità, percepita anche di fuori dei confini della Campania.

Nello stesso sondaggio gli italiani promuovono premier, presidente della Repubblica  e apprezzano ancor di più i «tecnici» della protezione civile e la comunità scientifica, mentre non piace affatto l’atteggiamento delle opposizioni.

La fase dell’emergenza sanitaria di certo ha fatto bene al presidente del Consiglio. Per il 60% degli intervistati è «positivo» o «molto positivo» l’operato del governo e Conte, in particolare, raccoglie il consenso del 67% delle persone interpellate. Bene anche il ministro della Salute Roberto Speranza (62%). Anche Sergio Mattarella, il presidente della Repubblica è giudicato positivamente dal 65% del campione, mentre altri ministri seguono a distanza e Luigi Di Maio non va oltre il 45% dei consensi, «l’unica figura dell’esecutivo a non raggiungere una maggioranza di apprezzamenti». Decisamente bocciata poi l’opposizione di centro destra, che «raccoglie solo il 35%» di consenso.

Sostanzialmente gli italiani si sono «stretti, nell’emergenza, attorno alle principali figure istituzionali, come accaduto anche in altri Paesi». Ma incrociando il giudizio nei confronti di governo con i dati sull’impatto della crisi emerge un calo di consensi «che va dal 4% al 10% tra i gruppi colpiti economicamente dalla pandemia». Questo, «può rappresentare un primo campanello d’allarme per l’esecutivo, che gode oggi di un notevole capitale politico».