Vittorio Feltri torna alla carica e lo fa con un editoriale su Libero, di cui è appunto direttore editoriale. Il giornalista bergamasco, denunziato al Consiglio di disciplina dell’Ordine della Lombardia, se la prende con il presidente nazionale Carlo Verna che lo ha segnalato dopo i suoi attacchi razzisti. E per farlo rispolvera la questione dei parcheggiatori abusivi di Napoli e dell’arretratezza del Meridione.

Rigetta le accuse nei suoi confronti di razzismo e incitamento all’odio. Ecco quanto ha scritto nel editoriale: “Circa un mese fa ero ospite di Mario Giordano a Fuori dal coro, programma televisivo. Intervistato sulla chiusura della Campania per via del virus, ho risposto che personalmente non mi sarei mai trasferito al Sud, dal momento che non ambisco a fare il posteggiatore abusivo, mestiere diffuso a Napoli, per effetto di una disoccupazione endemica che i governi non hanno mai risolto e neppure affrontato. Non è forse una verità? Ho aggiunto che nel Mezzogiorno molti sono inferiori rispetto al Nord, in effetti il livello economico, sociale e civile da quelle parti è in generale meno alto che in Lombardia”.

Feltri prosegue: “Non ho fatto alcun riferimento antropologico. Mi sono limitato a descrivere una situazione in cui dominano ancora le organizzazioni mafiose che operano in un contesto di oggettiva arretratezza. E pure questo è insindacabile. Ebbene, mi hanno denunciato lo stesso per odio razziale e robaccia simile, ignorando che nei miei libri e nei miei articoli non ho fatto altro (lo posso documentare) che manifestare il mio amore per il Mezzogiorno. Ma sono consapevole che contro i cretini siamo tutti disarmati”.