de luca

Se n’è stato zitto per qualche giorno e c’era già che cominciava a preoccuparsi. Non solo, ma attraverso le decisioni era apparso un De Luca “ammosciato”: dal 18 si riapre tutto, bar e ristoranti compresi”. Ma insomma dov’era finito lo sceriffo che minacciava, durante la fase 1, con il lanciafiamme chiunque si fosse avventurati a scendere per strada senza averne titolo?

Ma i recenti spropositi, visti a Napoli e provincia, che fanno impallidire gli assembramenti milanesi sui Navigli (basta recarsi a piazza Cavour, a piazza San Francesco, con tanto di parcheggiatore abusivo in splendida azione o a piazza Principe Umberto, per rendersene conto) lo hanno ringalluzzito, ed eccolo di nuovo pronto al fronte. L’occasione gliel’ha data l’inaugurazione del nuovo reaprto di terapia intensiva del Covid Hospital di Boscotrecase. Ed è tonato il fiume in piena:: “Noi dobbiamo combattere gli imbecilli doppi: l’imbecille normale è quello che non porta la mascherina, poi c’è l’imbecille doppio che è quello che porta la mascherina, ma la porta appesa al collo come un ciondolo”.

 “Se ho apprensione per i dati dei prossimi giorni? Io ho i brividi addosso, altro che apprensione. In questo fine settimana sapremo quali sono le ricadute della riapertura del 4 maggio. Dopo due settimane ci sarà l’incubazione del virus e sapremo se ci sarà qualche focolaio che si riprende. Ovviamente noi ci siamo preparati a tutto”.

E torna anche sulle riaperture da lunedì prossimo: “Prendiamo atto innanzitutto delle linee guida che approva il Governo sulla base delle indicazioni dell’Istituto superiore di sanità. Quella è la traccia alla quale dovremo attenerci”.