pino capua

Ci sono due macigni che si stanno frapponendo alla possibile ripresa del campionato e che rendono, probabilmente, impossibile, un accordo definitivo fra il Comitato tecnico scientifico e la Figc con i suoi tecnici medici.

Il primo è rappresentato dal fatto che il Comitato tecnico che rappresenta il governo non cede sull’ipotesi che in caso di negatività di un solo giocatore, tutta la squadra debba andare in quarantena. Riprendere a queste condizioni sarebbe una vera e propria scommessa, perché è chiaro che non si può giocare con una delle squadre che partecipano al campionato fuori gioco per quarantena

L’altro ostacolo riguarda il problema della responsabilità. In caso di contagio ogni giocatore potrebbe rivalersi nei confronti del datore di lavoro per il danno civile e nei confronti di quest’ultimo potrebbe scattare anche un procedimento penale. I presidenti vorrebbero far confluire tutte le responsabilità in capo ai medici sociali, che ovviamente sono contrari.

L’impasse a questo punto è fortissimo e difficilmente si intravede una soluzione. Intanto in queste ore Pino Capua, membro della commissione medica FIGC e presidente della commissione antidoping della Federcalcio, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Sportmediaset: “Se non si trova una soluzione, il campionato non parte. Il modulo tedesco è assolutamente percorribile, non capisco perché non farlo anche in Italia, il CTS ha messo i bastoni tra le ruote. L’obiettivo di tutti è quello di far ripartire il calcio, sedendoci ad un tavolo e ragionando, una soluzione si trova. Per quanto riguarda i dilettanti, bisognerà attendere un vaccino, il rischio 0 non ci sarà a settembre, ottobre o novembre. Bisogna avere grande pazienza ed equilibrio. Sono estremamente convinto che la presenza di un’associazione precisa con tutti medici che lavorano nel mondo del calcio, sia indispensabile. Parliamo di un argomento delicatissimo, in questo periodo d’emergenza non si deve tralasciare nulla”.

Per ora si sa comunque ufficiosamente che le squadre e i membri degli staff tecnici dovranno rimanere in isolamento per 15 giorni dal momento della ripresa degli allenamenti di gruppo, cioè dal prossimo 18 maggio. Secondo i tecnici, solo dopo due settimane di isolamento delle squadre, sarà possibile valutare la possibile ripresa delle partite, ovviamente a porte chiuse.