“Le istituzioni e la magistratura mettano tutti a studiare l’azione del virus e si dispongano più autopsie sui cadaveri per fornire dati e materiale di studio essenziale alla medicina ed alla scienza”. Lo dichiara l’avvocato Angelo Pisani a sostegno della ricerca di nuovi suggerimenti per la cura del Coronavirus, a partire dagli esami post mortem.

“Partendo da Napoli – aggiunge Pisani – lancio un appello anche al neo direttore, il professor Massimo Niola nuovo titolare di cattedra in sostituzione del prof Buccelli, a procedere a più autopsie per consentire veri studi sul virus mettendo a disposizione le sale mortuarie da sempre utilizzate anche autorizzando subito la ristrutturazione, così che occorrerebbero non più di 40 o 50 mila euro per un buon impianto a pressione negativa con i filtri”.
L’avvocato Pisani annuncia inoltre che si sta organizzando anche un comitato di familiari delle vittime “donatori per la ricerca“, sempre con l’intento di fare autopsie e riuscire così a salvare altre persone.

“Come generosamente si donano gli organi – spiega Pisani – anche i familiari delle vittime potrebbero aiutare la società richiedendo autopsie per studiare a fondo il percorso e lo sviluppo del virus oggi ancora ignoto nel corpo umano.
Parlo solo per esperienza professionale forense e buon senso – precisa -, certamente non sono né un medico, né un esperto nel settore, anche se ad oggi gli stessi scienziati si sono contraddetti più volte, non ho la ricetta o la verità in tasca, ma sembra ovvio che dare la possibilità a tanti medici e scienziati, non solo quelli delle tv, di studiare i cadaveri e seguire lo sviluppo nei vari organi del Covid 19 permetterebbe di capire qualcosa in più sul meccanismo di azione del virus e di conseguenza poter agire a monte bloccando la cascata che si genera in altri pazienti curati per tempo e con adeguate tecniche mediche e farmaci del caso.
Ad esempio, come già pare emergere da qualche autopsia, purtroppo fino ad oggi troppo poche visto che subito si cremano i corpi forse non più contagiosi, si può pensare che il Covid19 generi una infiammazione che coinvolga anche i vasi fino all‘induzione della coagulazione intravascolare disseminata che gli esperti definiscono Cid. Lo studio dei cadaveri potrebbe confermare tali dati e trovarne altri che permetterebbero di scoprire i farmaci giusti per bloccare l’azione del virus. E paradossalmente potrebbero essere utili anche farmaci semplici e poco costosi già ampiamente diffusi nel mondo, ma solo le evidenze, gli studi e le analisi medico legali possono dimostrarlo. Si spende tanto per l’acquisto di ventilatori e si investe per la realizzazione di nuovi reparti di terapia intensiva per la cura dei casi, ma è altrettanto importante investire nella ricerca (non solo dei vaccini per la prevenzione, ma anche della terapia) per poter evitare la sofferenza di tante persone. L’obiettivo – conclude Pisani è evitare di far ammalare ed evitare di far aggravare le condizioni cliniche dei soggetti contagiati avendo la possibilità di curare la patologia alla sua insorgenza come per le altre infezioni evitandone le gravi complicanze”.