In questo momento le regole devono essere quelle del buon senso. Innanzitutto non c’è un rompete le righe: deve essere chiaro a tutti. Ci sono cose che devono ripartire per l’economia, ma se non abbiamo necessità di andare in giro, dobbiamo restare a casa”. Paolo Ascierto, l’oncologo del Pascale noto per la sperimentazione del Tocilizumab sui pazienti affetti da Coronavirus, intervistato da iNews24, rinnova l’appello a non vanificare gli sforzi fatti fino ad ora.

“Laddove c’è necessità di uscire – continua Ascierto – bisogna considerare di avere sempre con sé la mascherina, deve diventare un presidio per noi costante. Il distanziamento fisico è un altro utile rimedio, lavarsi spesso le mani, usare disinfettanti, tutto ciò che abbiamo fatto finora. Se i numeri sono diminuiti è dovuto essenzialmente al lockdown. Stanno andando nella direzione giusta, ma non possiamo dire che il pericolo è scampato. Il virus circola ancora e riaprendo molte attività, il rischio di una seconda ondata è ancora molto elevato”.

Interpellato poi sul vaccino ricorda che si tratta del “presidio più importante”. “Di sicuro non lo avremo prima di un anno – spiega Ascierto – perché ci sono tutta una serie di step da fare. Ci sono 30 aziende, come detto dall’Oms, che stanno sperimentando vaccini. Alcune di queste già sull’uomo, per molte altre è necessario fare test su animali, verificare che gli anticorpi neutralizzino il virus e non facciano peggio, che non ci siano effetti collaterali. Ci sono poi – conclude l’oncologo 3 fasi di sperimentazioni sull’uomo che impiegano tempo”.