Quando ha scoperto di essere stato contagiato dal Coronavirus non ha avuto paura, il suo unico pensiero è andato ai suoi ragazzi, agli studenti che avrebbero perso le lezioni. E allora non si è perso d’animo e ha deciso, dal lettino dell’ospedale Rizzoli di Ischia, dove era stato ricoverato per una polmonite, di continuare a svolgere il proprio lavoro, come se nulla fosse accaduto. Lezioni di Scienza ma soprattutto lezioni di vita, di coraggio e si speranza, che forse contano anche di più per la crescita dei giovani.

È la storia, a lieto fine, di un docente dell’Istituto alberghiero “Vincenzo Telese” di Ischia, diretto dal Preside Mario Sironi. Lui si chiama Ambrogio Iacono, è professore di Scienze e Chimica Organica. Il suo calvario contro il Covid-19, era cominciato il 25 marzo. Adesso è prossimo a tornare a casa, visto che la sua sfida è stata vinta e il virus sconfitto. 

Quello che ha dato, però, è un messaggio d’amore, per la scuola e per i suoi alunni. Ambrogio non ha mai voluto interrompere quella che definisce “una missione di vita” e dal letto dell’ospedale, attraverso le lezioni a distanza, ha continuato ad insegnare ai suoi ragazzi, con l’ausilio di un Pc.

Anche la moglie e la suocera di Ambrogio sono stati contagiati, ma sono rimaste a casa per accudire il figlio che, fortunatamente, è negativo. “Credo di essere in via di guarigione. È un mese che lotto contro questa malattia”, dice il professore ischitano. “Visto che le mie condizioni non sono mai state critiche, ho ritenuto opportuno continuare a seguire i miei studenti, con minore frequenza ma senza lasciare nulla di intentato. Non c’erano motivi per cui mi mettessi in malattia. Questo è un momento molto delicato per i giovani – aggiunge – con la chiusura della scuola hanno perso un punto di riferimento e ognuno deve dare un contributo. Devo dire che i risultati sono stati emozionanti, i ragazzi hanno fame di cultura”.

E hanno anche “fame” di esempi come questi. Gesti di altruismo ripagati con un video di messaggi, che gli studenti hanno realizzato per dire semplicemente, “grazie e arrivederci a presto Prof”.