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Brutta batosta per il business delle cerimonie, disdette non solo per i matrimoni, ma anche per compleanni, battesimi, comunioni e feste di laurea. Tante le categorie di lavoratori che si occupano delle cerimonie, a causa del virus avranno perdite di circa 36 miliardi.

In questo periodo di emergenza mondiale, causa il covid-19, l’Italia sta affrontando la più grande crisi economica dal secondo dopoguerra. Il giusto lockdown imposto dal governo, tiene ormai da quasi 2 mesi molte attività lavorative ferme, con esse milioni di lavoratori, calzolai, boutique, bar, pub, ristoranti, pizzerie, b&b, hotel, teatri, musei, cinema, attività sportive, barbieri, centri estetici, fotografi etc etc, ma proprio quest’ultima categoria (i fotografi) è legata al business della “cerimonia”. Come molte persone del sud sapranno, la “cerimonia” che viene festeggiata, non è solo il matrimonio, intorno a questa parola, girano molti eventi che specialmente al sud vengono vissuti con giornate di festa da condividere con amici e parenti all’insegna del divertimento e dell’allegria, chi in modo trash, chi in modo più sobrio e chi sceglie una via di mezzo, l’importante è che un sacramento, un compleanno o un anniversario, sia contornato da una giornata indimenticabile.

Ma vi siete mai chiesti quanto è grande il business che gira intorno alle cerimonie? Nessuno nè parla eppure, grazie a questi eventi milioni di persone ogni anno si preparano per affrontare, maggiormente nei periodi primaverili ed estivi (meno ma comunque anche in quelli autunnali ed invernali), lavori responsabili e stressanti per la realizzazione e la riuscita di un evento. Se analizziamo un matrimonio, una coppia di sposi per la loro giornata del “fatidico si”, avranno bisogno di: una boutique per gli abiti, un fotografo (solitamente questa figura si impegna con il suo staff per produrre foto e video dell’evento, da un minimo di 4 persone a salire), un parrucchiere per lui e uno per lei, un’estetista, un’agenzia di viaggio, una pasticceria, un fioraio, musicisti per il rito in chiesa, musicisti per il ricevimento, un luogo per il ricevimento villa o ristorante, un catering (se il luogo del ricevimento non è adibito al ristoro), una concessionaria per fittare un’auto elegante o un elicottero, un pirotecnico, un negozio che si occupi delle bomboniere, un manager dei cantanti neomelodici, di una gioielleria per le fedi e di una figura che organizzi la giornata come il wedding planner, ovviamente a seconda del tipo di matrimonio si decide quali di queste figure serva, ma la maggior parte sono sempre richieste. Tralasciando comunque, tutto quello che è inerente alla preparazione del luogo in cui andranno a vivere i nuovi coniugi e di tutte le spese che affronteranno gli invitati (regali, vestiario, trucco, parrucchieri, barbieri ecc).

Capirete che questa pandemia mette in ginocchio tutte le figure professionali sopraelencate, i milioni di €uro che mancheranno a queste categorie rischiano di farne sparire moltissime. Abbiamo analizzato la posizione di alcune di queste figure professionali, ad esempio i fotografi, da premettere che il fotografo ogni anno spende denaro per la continua evoluzione delle attrezzature (quindi capirete che ci sarà un altro settore in netto calo), la previsione che hanno questi professionisti è che l’anno 2020 subirà una riduzione delle cerimonie del 90% rispetto agli anni precedenti (ovviamente si augurano di sbagliarsi). In effetti è facile da immaginare uno scenario simile, tutti i professionisti che abbiamo contattato, hanno avuto disdette di eventi almeno fino a giugno ed è impensabile che un giorno importante come quello del matrimonio o qualsiasi altro evento, lo si debba festeggiare con la mascherina, i guanti e mantenendo la distanza sociale, questo significherebbe non poter nemmeno dare gli auguri agli sposi, quindi la previsione è giusta, se non arriva un vaccino in molti rimanderanno al 2021, con la speranza poi che questa emergenza sia solo un brutto ricordo e la doppia speranza che la situazione economica non sia così grave da dover posticipare ulteriormente l’evento.

Un’altra categoria che abbiamo intervistato è quella della ristorazione, dove la perdita è la più “sanguinosa”, infatti parlando con il proprietario di “Villa le Zagare” una location che ogni anno ospita circa 300 eventi, ci racconta di fare un calcolo sulla perdita dovuta alle cerimonie, ogni cerimonia in media ha 100 invitati ad un costo del pranzo di 90€, sempre facendo una media tra le tipologie di cerimonie, esce fuori una cifra pazzesca che purtroppo quest’anno sarà svanita, si parla di circa 2milioni e 700mila €, ovviamente immaginate il cibo non acquistato, le bevande, tutte le accortezze che ci vogliono per preparare una sala, lo staff della villa, (infatti ci riferiscono di circa 45/50 dipendenti che nel 2020 difficilmente lavoreranno), per non parlare poi del turismo e delle totali disdette per l’intero anno ricevute per il pernottamento in struttura. Stessa sorte per un’altra struttura come “Hotel degli Ulivi” che ogni anno ospita circa 250 cerimonie di vario tipo, il proprietario calcola una perdita solo sugli eventi di circa 500mila€, anch’egli ci riferisce di una ulteriore perdita sul turismo con disdette per tutto il 2020 che porterà moltissimi suoi dipendenti a non avere lavoro.

Uno scenario molto preoccupante di cui non abbiamo sentito parlare più di tanto, mentre ci apprestiamo a vivere la fase 2 di questa emergenza, se le cose andranno bene per una ripresa di questo business bisognerà attendere periodi come settembre – ottobre, cioè quando gli eventi vanno diminuendo, sempre se il contenimento del virus riuscirà a rimanere sotto i parametri imposti dall’istituto tecnico scientifico. Si potrà invece pensare ad una ripresa delle cerimonie nel 2021 con regolarità ma non a pieno ritmo, infatti ogni categoria che ruota intorno alle cerimonie, nei mesi più saturi di eventi, arrivano a seguire anche un minimo di 3 eventi a salire, quindi facile pensare che per evitare assembramenti, partendo dalla celebrazione religiosa (che in una singola domenica estiva si è arrivati anche a celebrare contemporaneamente 30/40 comunioni), sarà possibile celebrarne molto meno, come nei ristoranti che in una sala in piena estate riescono ad ospitare anche 4 eventi o più (in base al numero degli invitati e alla grandezza del luogo), sarà possibile ospitarne solo uno ammesso che si accetti di utilizzare tutte le misure cautelative per evitare il contagio (mascherine, guanti, distanziamento sociale quindi evitare balli di gruppo abbracci e baci per auguri). Insomma, è facile pensare che il business legato alle cerimonie per ritornare a produrre i numeri che regolarmente ogni anno faceva registrare prima della pandemia, ci vorrà tempo ma soprattutto il vaccino, per tutelare una macchina che ogni anno produce circa 40 miliardi di Euro con tantissime aziende e liberi professionisti coinvolti che oggi rischiano seriamente di non riprendere più la loro attività.