Il braccio di ferro tra Lega e Coni che non conviene a nessuno

da | Apr 28, 2020 | Sport

È diventato un braccio di ferro, politico ma non solo. Economico, sociale, ideologico? C’è di tutto dietro il “no” alla ripresa degli allenamenti di calcio per le società il 4 maggio prossimo. Ma c’è soprattutto l’arroganza, quella dell’inusuale tandem politico Spadafora-Malagò sul duo sportivo economico Gravina-Dal Pino.

Malagò, numero uno del Coni, con la ignorante, spocchiosa saccenza e complicità di Spadafora e di un comitato scientifico il cui unico assioma sembra essere “rimanere a braccia conserte finché il virus, questo sconosciuto, non toglierà il disturbo”, si è aggiudicato il primo round di un match che potrebbe vedere entrambi i contendenti finire ko. Malagò, perché senza i soldi del calcio non potrà creare i campioni che ogni quattro anni consentono allo sport italiano e al Coni di finire sulle prime pagine dei giornali grazie ad imprese di singoli e non alla forza trainante di un movimento progettato e programmato realmente per essere sempre più importante e competitivo a livello mondiale. Gravina, perché se non dovesse passare la sua linea politica, in verità sempre coerentemente sostenuta, di terminare i campionati, soprattutto quello di A, per necessità più economiche che sportive, sarebbe un disastro per tutto il movimento che rappresenta. Sempre più, sono convinto che le logiche dei due poli contrapposti non abbiano alcun senso. Così come non lo ha avuto impedire la ripresa degli allenamenti del calcio il 4 maggio. Quanto è grande una piscina rispetto ad un campo di calcio? È almeno tre volte più piccola… E in una struttura di uso esclusivo di un club di calcio, creando delle corsie ognuna di tre metri su un campo lungo 100 metri e largo almeno 65 facendo partire un gruppo di ventidue giocatori (undici per parte) dalle due opposte linee di fondocampo, intervallandoli uno ad uno in senso opposto, non verrebbero rispettate distanze e contatti molto più di quanto non accadrà con runner e sportivi (magari gli stessi calciatori) nei parchi, nelle piscine o per strada? Signori, qui non è in discussione la necessità di tutela della salute degli atleti. Questa è, da parte di Spadafora, dello stesso Malagò e con un Conte più insignificante del Re Travicello della famosa favola di Fedro, una vera e propria guerra di religione agli “infedeli” del calcio.

E Gravina da uomo intelligente, l’ha capito tanto da usare toni diplomatici per riaprire un confronto fattivo con il governo “per il bene di tutto lo sport”. Una stoccata, più o meno diretta, a Malagò che forse non vuole ancora riconoscere la funzione sociale trainante del calcio come sport nazionale oltre che come industria. La speranza, ultima dea, è che il 18 maggio gli allenamenti delle squadre possano svolgersi in gruppo per accelerare la ripresa del campionato magari con la piena adesione e decisione di Conte e di Spadafora che devono riappropriarsi del ruolo guida che la carica istituzionale attribuisce loro in uno alle responsabilità decisionali. Non decidere per paura di farlo e sbagliare, o peggio ancora, fingere di non decidere avendo già chiara l’idea di non far riprendere il campionato per la volontà del comitato medico scientifico e per tutta una serie di altri motivi, sarebbe un atto di viltà e di irresponsabilità verso uno sport che è anche azienda e che muove centinaia di milioni non solo all’interno del sistema ma anche al suo esterno dando lavoro a migliaia di persone. Trovino i politici la forza e la volontà di decidere. Trovino un’intesa, anche sotto forma di tregua, Malagò e Gravina.Questa guerra sottile, come dicevano i latini, cui prodest? (a chi giova?).

Quanto tempo passiamo a giocare da mobile? I risultati di uno studio

Quanto tempo passiamo a giocare da mobile? I risultati di uno studio

Non solo console, perché oggi il gaming passa anche e soprattutto da device mobile come gli smartphone. Quelli che un tempo erano semplici telefonini, attualmente possono essere considerate delle vere e proprie piattaforme per i videogiochi, visto l’incredibile numero...

La cattiva globalizzazione è un danno. Anche nel calcio

La cattiva globalizzazione è un danno. Anche nel calcio

C’era un tempo, neanche troppo lontano, quando per 14 anni, dal 1966 al 1980, le squadre di calcio italiane non potevano piú tesserare stranieri in quanto la Federazione di calcio, in nome di un orgoglio italiano ferito, dopo i penosi mondiali del 1966, decise di...

Ippica, Lotteria di Agnano, edizione memorabile

Ippica, Lotteria di Agnano, edizione memorabile

“È stata un'edizione del gran premio Lotteria memorabile e poco prevedibile come nelle attese, perché tanti i campioni in campo, tanti i motivi e i retroscena di una delle più belle edizioni di sempre. A parte il vincitore Zacon Gio in binomio con Telethon, i...

Ora il calcio ha la necessità di ripartire

Ora il calcio ha la necessità di ripartire

La teoria evoluzionistica di Darwin parte da un concetto fondamentale che è la capacità di adattamento degli esseri viventi, non necessariamente solo l’uomo, alle modificazioni dell’ambiente e di altri fattori naturali che possono intervenire. Trasmutando i fatti,...

Sul calcio nessuno decide. Ecco le posizioni delle parti in causa

Sul calcio nessuno decide. Ecco le posizioni delle parti in causa

Ancora non sono riuscito a capire se il ministro Vincenzo Spadafora si stia comportando con il calcio e tutte le sue componenti come il bimbo che porta il pallone nel parco o nel cortile di casa che vuole decidere lui solo chi degli altri bimbi deve giocare, come deve...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te