Uno si chiede: ma dopo tutti i casini che ha combinato come è possibile che continuino a chiamarlo come ospite in trasmissioni televisive che pure hanno forte richiamo popolare? La logica vorrebbe che bisognerebbe starsene alla larga. Ne sa qualcosa Mario Giordano che per non essere intervenuto in maniera energica, durante l’attacco che Vittorio Feltri ha rivolto ai meridionali definendoli “inferiori” rischia ora di essere coinvolto nella causa per danno di immagine che l’Ordine nazionale dei giornalisti ha preannunziato contro entrambi attraverso le parole del suo presidente Carlo Verna.

E quindi perché continua a comparire, tipo ieri sera, a “Non è l’arena”, ospite di Giletti? Semplice: perché fa audience. Insomma è diventato una specie di fenomeno da baraccone. E lui per la verità non tradisce le attese, perché anche ieri sera ne ha sparate grosse.

“La lettura non è la principale attività al Sud”, ha commentato parlato Vittorio Feltri ai microfoni di La7. E riferendosi al fatto che dopo i suoi attacchi quasi nessuno più al Sud compra il suo giornale ha replicato: “Non vendono Libero al Sud? Anche prima si vendeva poco, non leggono molto i giornali del Nord ed in verità neanche quelli del Sud. La lettura non è la loro principale attività” ha aggiunto il giornalista.

Ricorrendo ad una pietosa bugia: al Sud non comprano Libero perché tutti coloro che la pensano e gravitano nell’area di centrodestra, da sempre hanno un quotidiano di riferimento che è “Il giornale”, diretto oggi da Alessandro Sallusti, che al Sud, invece, continua a vendere migliaia di copie. E Feltri lo sa benissimo, perché lo ha diretto succedendo al fondatore Indro Montanelli.