Tempo di lettura: 2 minuti

Se ami l’Italia mantieni le distanze”: con questo slogan Giuseppe Conte apre la conferenza stampa di questa sera in cui ha annunciato le novità per la fase 2 in vigore dal 4 maggio.

“Inizia la fase due – annuncia Conte – ora convivenza con il virus. Bisogna tenere la distanza sociale o curva risale. Se non rispettiamo le precauzioni la curva risalirà, aumenteranno i morti e avremmo danni irreversibili per la nostra economia”. Il presidente sottolinea che sarà fondamentale il comportamento responsabile di ciascuno di noi: “Non bisogna mai avvicinarsi, al distanza di sicurezza deve essere di almeno un metro. Se non rispetteremo distanza curva può andare fuori controllo. Se non rispettiamo le precauzioni la curva risalirà, aumenteranno i morti e avremmo danni irreversibili per la nostra economia”.

Resteranno in vigore i divieti e le misure adottate fino ad ora per gli spostamenti all’interno delle Regioni con la sola eccezione di poter far visita a congiunti, con mascherine e mantenimento delle distanze. Lo spostamento al di fuori della propria Regione sarà consentito solo per esigenze lavorative di assoluta urgenza o per motivi di salute.

Nella fase 2 saranno consentite le cerimonie funebri con congiunti, fino a un massimo di 15 persone con mascherine e nel rispetto del distanziamento sociale.

Per quanto riguarda i bar e le attività di ristorazione dal 4 maggio sarà possibile anche l’asporto e non più solo la consegna a domicilio. Ripartirà anche la manifattura, le costruzioni e il commercio all’ingrosso. Per quello al dettaglio si dovrà attendere il 18 maggio.  Il 18 maggio in programma anche la riapertura anche di musei, mostre e biblioteche. Il primo giugno è la data prevista per la riapertura dell’attività dei bar, della ristorazione, dei parrucchieri, dei centri estetici e dei barbieri.

Resta il divieto assoluto di party privati e viene dato potere ai sindaci per regolare l’accesso a luoghi pubblici.

Sulle mascherine Conte annuncia poi che si sta lavorando per calmierare i prezzi, portare il costo a 0,50 centesimi per quelle chirurgiche e togliere l’Iva in un prossimo decreto.