Eravamo contrari al delivery ben prima che fosse firmata la delibera regionale in Campania e ora che abbiamo letto il testo lo siamo ancora di più”: a dirlo sono i fratelli Francesco e Salvatore Salvo, delle omonime pizzerie a San Giorgio a Cremano e a Riviera di Chiaia.

A tre giorni dall’entrata vigore delle disposizioni che in tempo di Covid19 permetteranno da Lunedì 27 aprile di poter effettuare consegna a domicilio, i due imprenditori storici della ristorazione fanno sapere che, come era prevedibile, non aderiranno e dunque resteranno ancora chiusi: “Le modalità con cui è stata regolamentata la consegna a domicilio e gli orari solo pomeridiani, sino alle ore 22.00, non ci consentirebbe di lavorare in tranquillità e inoltre le direttive di sicurezza oltremodo restrittive pongono molti limiti e ci chiediamo se ad esempio nei supermarket, che sono molto frequentati, vengano rispettate tutte queste norme, di controllo e sanificazione costante, come richiesto a  noi per il delivery. Il Governatore Vincenzo De Luca ha però annunciato nuove modifiche: staremo a vedere”. Dal punto di vista economico, poi, la consegna a casa non è di certo la soluzione, anzi: “Una lotta andava fatta per chiedere a gran voce l’applicazione degli armonizzatori sociali già emanati a sostegno della nostra forza lavoro e di tutte le misure necessarie al sostegno di attività come le nostre. Per noi è fondamentale la riapertura e soprattutto è fondamentale che sul tavolo del Governo arrivino le problematiche legate all’ambito economico”, sottolineano i Salvo, che scorso 17 Aprile assieme agli altri Ambasciatori del Gusto, hanno partecipato al webinair con il sottosegretario all’Economia Pier Paolo Baretta: “Al sottosegretario abbiamo sottoposto varie questioni, dalla CIG all’entità esigua dei prestiti previsti dallo Stato per il settore e alle modalità di restituzione, strappando promesse di ascolto costante e soprattutto di intervento concrete. Ora auspichiamo che tutti gli operatori del nostro settore abbiano finalmente capito che la priorità è lottare insieme per il rispetto dei nostri diritti e per evitare che la Fase 2 veda le nostre attività compresse da limitazioni stringenti che condannerebbero a morte il comparto”.