Le librerie chiudono o hanno già chiuso perdendo solo a marzo 25 milioni di ricavi. Chiudono anche biblioteche, scuole e università, luoghi di aggregazione culturale e dove il libro svolge gran parte della sua vita. Questa la situazione italiana dalla quarantena di inizio marzo che sta mettendo in ginocchio il mondo del libro. Si pensi che già a fine marzo il 64% degli editori librari faceva ricorso alla cassa integrazione. Una realtà preoccupante se si pensa ai posti di lavori a rischio nei settori della carta e della stampa, dell’editoria e della grafica, degli autori e dei traduttori.

L’Associazione degli Editori Indipendenti ADEI ha reagito realizzando “Il Mappalibro”, ossia una sorta di mappatura online che contiene tutte le librerie indipendenti italiane con servizi di consegna diretta ai clienti. Proprio il presidente dell’Associazione, Marco Zapparoli, spiega: “non solo case editrici: chiunque lavori per il mondo del libro ha diritto ad aiuti dal Governo e dalle Istituzioni”. Si spera anche in un avvicinamento proficuo tra cultura/mondo del libro e turismo.

Ma questo non basta e si chiede al governo un “piano straordinario” data l’emergenza che sta vivendo questo settore. In un appello firmato dall’AIB (Associazione Italiana Biblioteche), dall’AIE (Associazione Italiana Editori) e dall’ALI (Associazione Librai Italiani) la crisi degli ultimi tempi viene definita “la più grave dal dopoguerra”. Tutte le organizzazioni che fanno del libro la propria fonte di reddito si sono unite per sollecitare con forza, affinchè vengano effettuati interventi a “sostegno di imprese, specie le più piccole, di biblioteche, di lavoratori, autori e traduttori e per risolvere la crisi di liquidità che attraversa l’intera filiera”. Nel concreto si propongono al governo delle strategie ottimali riassumibili principalmente in due punti: più fondi alle biblioteche di pubblica lettura e sostegni al bonus cultura. Il primo procedimento comprenderebbe un piano straordinario di acquisti di libri, ponendo maggiore attenzione alle librerie del territorio. Il secondo punterebbe all’estensione del buono anche ad altre fasce della popolazione, e non più solo ai diciottenni. Ma la proposta va oltre e, guardando al futuro, chiede di “stabilizzare il sostegno alla domanda oltre l’emergenza, prevedere una detrazione fiscale sull’acquisto dei libri, rafforzare il sistema bibliotecario del paese, promuovere l’innovazione e completare la transizione verso un’editoria libraria interamente verde e inclusiva, e rafforzare la promozione del libro italiano all’estero”.

Uno spiraglio di speranza c’è. Gli affezionati dei libri non abbandonano i loro amici cartacei e, in occasione della riapertura delle biblioteche a Roma e provincia, la risposta è stata positiva. Il 20 aprile si è registrato un livello di incassi superiore a quanto sperato, simbolo di speranza e fiducia verso una graduale riapertura delle librerie.