Coronavirus, Nugnes: “Togliere al Sud per dare al Nord è una rapina”

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“Ora smentiscono ma intanto è tutto scritto nero su bianco nel documento di sintesi e proposte del Dipartimento per la programmazione e il coordinamento della politica economica Aprile 2020 dove si ipotizza (tra altre ipotesi inquietanti tipo diversa destinazione dei fondi coesione e sviluppo) la sospensione della regola di destinazione del 34% degli investimenti a valere su risorse ordinarie al Sud – scrive in un post su Facebook la senatrice Paola Nugnes -. Uno scippo che si perpetua da sempre ai danni del Sud, i mancati investimenti statali in rapporto alla popolazione, per cui fu posta la regola del 34%. Regola imposta per legge nel 2016 nel tentativo, ancora non attuato, di ‘riequilibrare’ gli investimenti dello Stato nella destinazione territoriale”.

“Sospendere il riparto previsto – prosegue Nugnes – è una cosa che semplicemente non deve avvenire. Non deve avvenire per due ordini di motivi. Il Sud subisce da decenni il grave disequilibrio degli investimenti e questa è cosa nota a cui va posto rimedio senza più nessun rimando; il lockdown di questa emergenza Covid non è cosa che ha riguardato solo il Nord ma è un danno economico e sanitario che ha penalizzato tutto il Paese.
Al Sud – sottolinea la senatrice – si è fermato tutto come nel resto di Italia, ma qui le attività che ‘sorreggono’ le economie sono proprio quelle più penalizzate dalla chiusura, il terziario: il blocco delle attività legate al turismo, alla cultura, alla ricezione alberghiera e alla ristorazione hanno messo in ginocchio interi territori già affranti da livelli di disoccupazione inauditi e da un sommerso che è stato tollerato impunemente per decenni quale forma di welfare senza che venisse mai affrontato nelle sue complesse problematicità e nella sua profonda drammaticità. Togliere oggi ancora al Sud per dare al Nord sarebbe una ulteriore rapina intollerabile che non potrebbe in nessun caso ‘far bene al Paese’ perché – conclude – un’Italia dove il Sud affonda definitivamente è un’Italia che affonda tutta irrimediabilmente”.