“Come si può accettare in silenzio  tutto ciò e permettere che in uno Stato di diritto una “ingiusta, pericolosa, incostituzionale ed irrazionale” imposizione di sanzioni accessorie di sospensione di attività commerciali autorizzate disposte dalla prefettura possa  imporre la chiusura dei negozi, solo perché insieme al pane si è osato vendere un cornetto o focaccia con pomodoro?”
A sollevare la questione, a seguito delle sanzioni e delle chiusure imposte a diversi panifici in questo periodo, è l’avvocato Angelo Pisani, presidente dell’associazione Noi consumatori.


“È venuta l’ora – aggiunge – di iniziare a difendere i nostri diritti e di schierarci tutti a fianco dei panifici chiusi solo per aver venduto un cornetto o un tortano, prodotti da forno senza far male a nessuno. Iniziamo a postare tutti un messaggio di solidarietà alle vittime dello “Stato Repressivo”,  vediamo quanto rumore facciamo: «No alle chiusure dei negozi!  Difendiamo i panifici da aggressioni e repressioni  di Stato. Illegittime e ingiuste  le sospensioni per 5/10 giorni dei negozi autorizzati che vendono alimentari vari». Il mio appello – spiega – prende le mosse dalla chiusura forzata, previa multa da 400 euro comminata dalla Polizia Municipale, anche ad un panificio dell’hinterland partenopeo per aver esposto due cornetti scongelati sul bancone. Ho già impugnato la sanzione con un ricorso alla Prefettura che porterò fino all’attenzione della Corte Europea dei diritti dell’uomo, in cui, rivendicando la piena legittimità del panificio a restare aperto, in quanto fornisce alimenti di prima necessità come previsto dalle nome emergenziali in corso, che escludono espressamente la chiusura di negozi di generi alimentari, spiego che «stesso discorso vale per la eventuale vendita al dettaglio di prodotti da forno, cornetti o pizze in tanti casi anche già preparati e confezionati, poi scongelati e riscaldati al momento. Si tratta di generi alimentari, nel caso di specie surgelati, cioè si intende prodotti acquistati surgelati, e dunque regolarmente confezionati, e nelle circostanze di luogo e di tempo indicate dagli accertatori, erano stati scongelati ed esposti sul bancone anche per essere consumati tra gli addetti ai lavori ed i dipendenti dell’esercizio commerciale». Pertanto – conclude – alcuna violazione c’è stata e risulta punibile con la chiusura dell’esercizio”.