De Luca pare che abbia ceduto: da lunedì prossimo – secondo quanto riportato da “Il Mattino” – dovrebbe tornare possibile la consegna a domicilio di pizze  e di cibi da asporto. La notizia sarà ufficializzata dal governatore della Campania nelle prossime ore. Il che significa rimettere in moto, seppur parzialmente l’importantissimo comparto della ristorazione completamente paralizzato dalle misure restrittive precedentemente adottate dal governatore della Campania e più severe rispetto a quanto è invece già possibile in tutto il resto d’Italia.

La decisione di De Luca è arrivata dopo l’appello che ha ricevuto nelle scorse ore dal più noto dei pizzaioli napoletani, Gino Sorbillo. I pizzaioli campani capeggiati appunto da Sorbillo avevano chiesto che anche in Campania venisse concessa la possibilità di consegnare a domicilio pizze e cibo da asporto (fanno eccezione i supermercati e i negozi di alimentari, che possono consegnare solo prodotti confezionati).

“Danni incalcolabili – ha scritto Sorbillo attraverso un lungo post sui social– stiamo raccogliendo i nomi delle pizzerie e dei locali disposti a riaprire alla fine dell’emergenza con le consegne a domicilio affidandosi alle varie società che effettuano il servizio delivery in tutte le Regioni. I nostri locali hanno un ruolo sociale di sostegno alla comunità: possiamo consegnare le pizze che sono un vero e proprio “pasto completo” fino alle abitazioni delle persone che, ovviamente, non saranno più costrette a mettersi in fila tra tantissima gente fuori e dentro ai supermercati. Noi non possiamo aspettare a tempo indeterminato e chiediamo semplicemente di essere equiparati alle altre regioni d’Italia in cui ognuno può scegliere liberamente se effettuare o meno il servizio”.

Sorbillo ha anche una pizzeria a Milano che ha lavorato regolarmente in questi giorni per la consegna a domicilio.

Su tutto il resto, però, De Luca è inamovibile: nessuna altra concessione fino al 3 maggio, resta tutto com’è, comprese le restrizioni sulle corse e sulle passeggiate con i bambini.