Il governo, anche per recepire le pressanti indicazioni che gli provengono dal mondo dell’industria e del commercio, starebbe pensando ad una parziale riapertura di alcuni settori produttivi e solo in alcune regioni anche prima della data fissata per il 3 maggio.

Gli ultimi dati dicono che Umbria, Basilicata e Molise, sono le tre regioni italiane prossime ad uscire dall’emergenza. L’incidenza dei casi è prossima allo zero. Sia la Basilicata, che l’Umbria e il Molise registrano ormai pochi casi e con tutte le cautele si potrebbe autorizzare appunto anche prima del 3 maggio l’apertura di alcune aziende, tipo la Fiat di Melfi o, in Umbria, la Spagnoli, leader dell’abbigliamento femminile. L’imprenditrice Nicoletta Spagnoli ha già detto che la sua azienda si estende su più di trentamila metri quadrati e che potrebbe tranquillamente far lavorare sui modelli i primi 20 dei 220 dipendenti, adottando le misure di distanziamento e di equipaggiamento di guanti e mascherine.

Quanto alla Campania alcuni dati indicano anche per la regione amministrata da De Luca esiti positivi. Il 31 marzo la Campania contava 133 persone in terapia intensiva, ieri 82. In due settimane o poco più, 51 posti si sono liberati. Il reale problema in Campania sul Covid-19 è il rischio affollamento nei reparti, per questo motivo De Luca va avanti con la sua linea dura e severa nelle misure. La sua volontà è evitare focolai come al Nord, sa che il sistema sanitario locale non li reggerebbe. Per questo sapere che in 15 giorni 50 posti letto si sono liberati è una buona notizia.Ma non basterà appunto per sollecitare De Luca a chiedere un’apertura anticipata rispetto al 3 maggio. Il governatore, infatti, teme che i lunghi ponti di fine mese possano in qualche maniera sollecitare la voglia di gite fuori porta nelle seconde case e quindi non muoverà alcun passo perché si anticipino aperture. Anzi continuerà a vigilare affinché siano rispettate rigorosamente le norme restrittive, tant’è vero che non ha consentito l’apertura di librerie e cartolerie, che invece hanno riaperto in quasi tutta Italia