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Potremo andare al mare quest’estate? Sul web già circolano foto di alcuni titolari di stabilimenti balneari che immaginano di attrezzarsi con paratie in plexiglas che separino gli ombrelloni. Gazebo più piccoli per coppie, e addirittura 4×5 metri per nuclei familiari. Sarebbero scene surreali anche queste queste. E poi, la domanda viene spontanea, ci si dovrebbe tuffare a distanza di più di un metro l’uno dall’altro? Distanze da mantenere anche in acqua?

Eppure nonostante il pessimismo che circonda l’ambiente una dichiarazione del sottosegretario alla Cultura Lorenza Bonnacorsi ha aperto il cuore alla speranza: “Andremo al mare quest’estate. Stiamo lavorando per far sì che possa essere così. Ci stiamo lavorando dal punto di vista degli atti amministrativi necessari per gli stabilimenti, immaginando una serie di normative prese con il comitato tecnico scientifico che contemplano l’ipotesi di un distanziamento”.

Sorpresa tra i rappresentanti del sindacato dei gestori di stabilimento balneari aderenti a Confcommercio: “Serve un’ordinanza nazionale del ministero della Salute che stabilisca modalità uniche per gli stabilimenti di tutto il territorio, concordate con le organizzazioni di categoria. Le soluzioni si possono trovare: dal distanziamento degli ombrelloni alla sanificazione delle attrezzature alla certificazione medica, ma ora è prematuro perché dobbiamo dare tempo agli scienziati di conoscere le dinamiche della malattia”.

Le aperture del sottosegretario trovano però resistenze nel mondo degli esperti. La prima reazione improntata a scetticismo è arrivata dal direttore del reparto di terapia intensiva dell’ospedale Sant’Orsola di Bologna, che intervistato dal quotidiano La Repubblica ha commentato: “Pensare di programmare vacanze al mare quest’estate al momento è una possibilità da dimenticare. Questo virus ha una contagiosità eccezionale. Anche quando ci saranno zero positivi e zero morti occorrerà sempre un grandissimo controllo perché tutto può ancora essere sotto traccia ed esplodere alla prima sciocchezza, come assembramenti o avvicinamenti di persone”