La signora Imma partiva ogni mattina da Pianura prendendo  la Cumana, la funicolare di Montesanto ed un bus per arrivare all’Arenella dove lavora come collaboratrice domestica. La signora Ina, che abita a Casoria, una volta giunta in pullman a piazza Garibaldi saliva sul metrò linea 1 e poi, percorso un tratto a piedi dalla stazione di via Toledo, prendeva un altro bus per arrivare a Posillipo. Il signor Giovanni, che abita a Barra, una volta arrivato alla Stazione centrale doveva utilizzare ben tre pullman per andare al lavoro in una fabbrichetta che ha sede in un’area un po’ fuori mano di Bagnoli.

Tutti e tre avevano già rinnovato l’abbonamento mensile al trasporto pubblico per il mese di marzo, quando è divampato l’allarme Coronavirus e tutto si è fermato. Niente lavoro, niente guadagni. E ci rimettono pure i soldi per l’abbonamento…

Ma conviene conservare ancora per un po’ il titolo di viaggio. Il presidente della commissione consiliare trasporti, Nino Simeone, infatti già da giorni ha chiesto una proroga della validità degli abbonamenti mensili e di quelli annuali con una lettera al presidente del Consorzio Unico Campania, all’amministratore dell’Anm ed all’assessore comunale ai trasporti Enrico Panini (si attende una risposta).

 “Alla luce delle tante segnalazioni pervenuteci, relative al mancato utilizzo degli abbonamenti per il periodo legato all’emergenza Coronavirus”, spiegava Simeone nella lettera del 28 marzo, “si chiede la possibilità di prorogare gli stessi  per il tempo in cui non si è usufruito del servizio già pagato”.

 In pratica si tratterebbe di rendere valido l’abbonamento mensile di marzo per il primo mese utile successivo al cessato stato di emergenza e di prorogare invece quello annuale per i mesi relativi a tutto il periodo emergenziale (avendo sempre come riferimento iniziale il mese di marzo).

 La questione riguarda decine di migliaia di persone. L’abbonamento mensile in ambito urbano costa 42 euro se integrato (cioè con la possibilità di utilizzare tutti i mezzi di trasporto delle aziende consorziate: metro, bus, funicolari…) mentre costa 35 euro quello che consente viaggi sui mezzi di una sola azienda. Gli abbonamenti annuali costano rispettivamente 294 e 235,20 euro.

La richiesta- spiega inoltre il presidente della commissione trasporti- scaturisce anche dal fatto che, essendo quasi tutti i lavoratori impegnati in attività di “lavoro agile” da casa e gli studenti invece in “teledidattica” sempre da casa, si penalizzerebbero notevolmente queste categorie nonché i tantissimi altri cittadini che, non per propria volontà, da marzo – benché avessero pagato l’abbonamento – non stanno più usufruendo dei mezzi pubblici.

La proposta di Nino Simeone è al vaglio delle aziende e del Comune.

 Si consideri che in un giorno feriale medio la città di Napoli è interessata da 575mila spostamenti sistematici, cioè per lavoro o per studio, in auto o con mezzi pubblici (dati ante Coronavirus).