È accaduto a Roma, ma la notizia è talmente paradossale che merita di essere riportata perché ne vengano a conoscenza anche i nostri lettori prevalentemente napoletani. Potrebbe sembrare surreale, ma non lo è. Ovvero quando la burocrazia prende il sopravvento sul buon senso anche durante l’emergenza da Coronavirus-Covid 19.

Ad un giornalista dell’agenzia France Presse Tv, professionista da più di 20 anni, che ha effettuato riprese in tutto il mondo e che nei giorni scorsi voleva riprendere piazza di Spagna completamente deserta per i divieti imposti dal governo per bloccare la pandemia da Coronavirus- Covid 19, è stato impedito dai vigili urbani di Roma di poter lavorare come prescritto dai canoni del giornalismo televisivo internazionale, cioè con cavalletto e telecamera per non aver pagato la “tassa di occupazione di suolo pubblico”. I vigili urbani si sono richiamati ad una delibera di 7 anni fa della Giunta dell’ex Sindaco di Roma Gianni Alemanno.

Ora noi tutti, napoletani, romani, italiani, dobbiamo un riconoscimento per quanto stanno facendo, oltre che a medici e infermieri a tutti i rappresentanti delle forze dell’Ordine, vigili urbani compresi. Ma l’iniziativa dei agenti municipali romani ci sembra davvero fuori luogo. Insomma se la potevano davvero risparmiare. La colpa è della circolare Alemanno, ma speriamo che la sindaca Virginia Raggi si svegli dal suo torpore e una tiratina d’orecchie ai suoi vigilia più realisti del re gliela faccia. E bella lunga e potente, anche.

L’Associazione Stampa Romana e il Sindacato Cronisti Romani hanno chiesto al Comune di Roma di autorizzare le riprese eliminando questa illegittima compressione del diritto di cronaca perché la libertà di stampa è garantita dall’articolo 21 della Costituzione e non può essere sottoposta ad autorizzazioni o censure.