C’è un’interessante intervista concessa al blog della Fondazione Nenni dal professor Giulio Tarro, uno dei più noti virologi a livello mondiale, che in più tratti palesa una sostanziale forma di cauto ottimismo circa la vittoria sul coronavirus, anche se si tratta di tempi non immediati.

La parte più interessante dell’intervista riguarda le previsioni. L’intervistatore gli chiede se ragionando sulla base dei dati degli ultimi giorni e di quelli che Tarro ha potuto analizzare, si può azzardare una previsione sui tempi di raggiungimento del famoso livello R0, il livello in cui non vi è più contagio, lo scienziato risponde: “Sicuramente ci arriveremo entro l’estate. Ma già i risultati che abbiamo oggi a disposizione sono molto buoni e quindi i tempi non saranno lunghi. Sono molto buoni soprattutto i numeri relativi ai guariti, maggiori dei contagiati”.

Ma gli spiragli vanno anche oltre l’estate. Rispondendo alla domanda se il coronavirus possa tornare ad avere una fase di grande espansione nel prossimo autunno, il professore, partendo dal presupposto che, come da più parti si sostiene e che come lui stesso ha potuto costatare da vari studi consultati, considerando anche gli asintomatici, i contagiati reali oggi in Italia sarebbero tra i 10 e gli 11 milioni afferma in un passaggio: “Considerando che finiremo per averne molti di più rispetto a quelli calcolati fino ad oggi, si raggiungerà quella che il Primo Ministro britannico ha chiamato immunità di gregge. E quindi, ammesso e non concesso che in autunno ci sia di nuovo questo coronavirus, già non ci riguarderà più perché la maggior parte delle persone avrà sviluppato gli anticorpi. Ciò significa che il Covid-19 diventerà un’influenza stagionale. Quindi questa storia finirà come la prima Sars”.

Tutto il ragionamento di Tarro si basa quindi sugli anticorpi. E questo ragionamento lo sviluppa in una passaggio precedente dell’intervista, quando risponde alla domanda, postagli dall’intervistatore  Pierluigi Pietricola se non si potrà tornare a una vita normale finché non verrà trovato il vaccino per questo coronavirus. Tarro argomenta: “Lo dissero anche ai tempi della prima Sars. Poi non hanno fatto nessun vaccino. Ci fu uno studio, da me citato su un articolo dello scorso gennaio proprio sul Covid-19, che spiegava l’impiego degli anticorpi monoclonali umani ai tempi della prima Sars su dei furetti in fase sperimentale. La Mers fu importante perché vi fu la possibilità di mettere a punto l’impiego sull’uomo di questi anticorpi monoclonali, che poi non sono altro che quelli ricavati dal plasma delle persone guarite e che vengono utilizzati. In Cina, ad esempio, li hanno usati nei casi più gravi di questo coronavirus”. 

Secondo Tarro anticorpi monoclonali si possono utilizzare già da adesso: gli anticorpi estratti dal siero ricavato dal sangue delle persone guarite furono già usati efficacemente con la Mers del 2012. Questi virologi, chiamiamoli così, non sanno di cosa parlano.

Infine il giudizio dello scienziato sul problema degli asintomatici: “La parola stessa “asintomatico” indica che il tampone risulta positivo. Allora queste persone andrebbero seguite, perché hanno ancora il virus, e studiate perché vuol dire che i loro anticorpi quando saranno formati, cioè le immunoglobuline di tipo G nello specifico, avranno sconfitto il virus. Quando si ripeterà il tampone sugli asintomatici, e risulteranno negativi, sarà necessario estrarre il loro sangue, perché avranno già sviluppato le immunoglobuline di tipo F prima, e di tipo G a seguire.

Poi l’intervista si sofferma più in particolare sulle previsioni. L’intervistatore gli chiede se è corretto dire che con l’estate il virus non scomparirà ma si attenuerà la sua diffusione perché cambiano i comportamenti sociali (si sta più all’aperto invece che al chiuso, si mantiene una distanza fra persona e persona maggiore che non in autunno o in inverno), ma Tarro mostra le sue perplessità: “Questa è una grossa stupidaggine. Basta pensare a situazioni come le feste di compleanno, gli assembramenti vacanzieri, le partite di pallone e così via: in Estate non ci sono? Da quando in qua in Estate si osserva il cosiddetto metro di distanza di sicurezza? Bisogna fare attenzione a ciò che si dice. Ci sono degli studi svolti su questo coronavirus relativi ai suoi comportamenti a certe latitudini e quindi con diverse situazioni atmosferiche; e si sono notate delle differenze”.