Mercato, cessione Meret? Pronto il sostituto

da | Mar 30, 2020 | Calcio Napoli

In questi giorni, non potendosi trattare di calcio giocato e non potendo nemmeno inseguire le boiate di dirigenti, presidenti e addetti vari che ancora discutono sulla possibile ripresa del campionato (siamo ancora a 4000 contagiati e 800 morti al giorno), fioccano le più clamorose indiscrezioni sul calcio mercato e si parla di possibili cessioni a suon di centinaia di milioni. Ovviamente nessuno o quasi nessuno riflette sul fatto che la crisi planetaria dell’economia farà precipitare tutti i valori, compresi quelli dei calciatori e diverranno pure chimere le cifre che ancor oggi circolano. Raiola dovrà farsene una ragione, è finita la cuccagna.

Ma visto che compito del giornalista è quello di dar conto dei fatti che accadono, o nel caso del fantamercato del calcio, delle indiscrezioni che si accavallano, dobbiamo parlarvi di una voce che diventa sempre più insistente e che se mai dovesse rispondere al vero (ma mai comunque alle cifre che circolano) sarebbe per il Napoli un grande smacco. Da addebitare esclusivamente alla responsabilità di Rino Gattuso, che più duro di un mulo si è intestardito a far giocare Ospina come titolare, relegando il fenomeno Meret al ruolo di comparsa. Un errore che gli abbiamo più volte contestato, visto tra l’altro che non aveva e non ha alcuna giustificazione tecnica, se non quella banale e incomprensibile, fornita dallo stesso incauto Gattuso che “Ospina gioca meglio con i piedi”, quando tutto il mondo del calcio sa bene che un portiere deve “giocare meglio con le mani”.

Meret è un bravo ragazzo, anche un po’ timido. Non ha proferito verbo. Ma ovviamente sta facendo le sue valutazioni, anche perché le altre società non stanno a guardare ed hanno capito bene che un campione così un altro anno a scaldare la panchina non se lo può permettere. Se si fossero giocai gli Europei, per i capricci di Gattuso, li avrebbe persi.

E così il taciturno friulano Alex (somiglia sempre più a Zoff) è entrato a pieno titolo nel ciclone delle indiscrezioni e son venute fuori anche le prime valutazioni sulla cifra che De Laurentiis potrebbe chiedere per cedere il suo talento. Ovviamente cifre che non tengono conto di quanto vi abbiamo riferito in premessa. Cioè per 60 milioni il patron azzurro, a malincuore, se ne priverebbe. A quel punto il Napoli dovrebbe poi procurarsi un sostituto e Giuntoli starebbe anche già sondando il mercato. Sul suo taccuino sarebbe riapparso il nome di Sirigu del Torino, 33 anni, un pallino di Ancelotti e già sondato quando c’era da sostituire Reina. Ed oltre a Sirigu, udite, udite, sarebbe tornato di moda il nome di Sepe. Si, avete letto bene: Sepe. Il 28enne di Torre del Greco, reduce da un’ottima mezza stagione a Parma, dove peraltro aveva fatto benissimo anche l’anno scorso, e che poi dovrebbe tornare a Napoli con il rischio di fare il secondo di Ospina.

Ora noi non vogliamo credere all’assurdità di una tale notizia. Perché Sepe era un prodotto del vivaio azzurro. Dopo aver fatto bene in prestito ad Empoli, alla corte di Sarri, il Napoli lo richiamò alla base ma proprio Sarri per due anni non gli fece disputare nemmeno le amichevoli. Al che il ragazzo, stufo di fare solo panchina, chiese ed ottenne di andarsene. È quello che accade quando un allenatore si fissa e provoca un danno irreparabile alla casse della società, oltre che alla carriera del giocatore stesso. Vogliamo parlare di Tonelli, che Ancelotti e Gattuso non portavano nemmeno in panchina e che svenduto per quattro soldi, il giorno dopo, quindi stava benissimo, è diventato titolare ed ha giocato, bene, tutte le partite, con la Sampdoria? Forse che Ranieri sia un rimbecillito? Misteri. E tanto per non dimenticare basta tenere a mente che lo stesso grande Sarri talmente teneva in poca considerazione Zapata che a Dimaro non volle nemmeno farlo allenare con la squadra e lo mise in disparte ad allenarsi malinconicamente da solo. De Laurentiis, rassegnato, accettò i 20 milioni che gli offrì l’amico Ferrero della Sampdoria. Gli sembrò un grande affare, salvo l’anno scorso a fare un tentativo per ricomprarlo a quasi 50. Follie allo stato puro. Così come sarebbero follie la cessione di Meret e la recompra di Sepe. Speriamo che siano solo fake news ai tempi del coronavirus. Perché se si dovessero tradurre in realtà ci sarebbe da piangere.

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EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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