di Marco Martone

Ha collaborato con alcuni grandi allenatori del calcio internazionale e ha fatto parte, nel ruolo di preparatore atletico dello staff medico di tante squadre, tra cui il Napoli. Eugenio Albarella vive questo momento di grande emergenza da cittadino ma anche da uomo di sport. A Quotidiano Napoli spiega il modo in cui affrontare, questo momento così difficile.

Professor Albarella, l’Italia vive un momento drammatico e anche lo sport ne risente. Qual è il suo stato d’animo?

“Sento di vivere questo momento da uomo comune. Se c’è qualcosa che l’emergenza Coronavisur sta insegnando a tutti è che non esistono categorie di privilegiati. Tutti siamo coinvolti in questo malessere e bisogna adeguarsi, per quanto possibile, alle strategie e le indicazioni che ci fornisce chi è preposto a questo ruolo”.

Lotito e De Laurentiis vorrebbero riprendere gli allenamenti. Cosa ne pensa?

“Non sono per niente favorevole. Sono poco ottimista sulle date di ripresa e la corsa, senza ragione, a voler iniziare prima degli altri non darebbe alcun tipo di beneficio. Mi chiedo quali possano essere i vantaggi se gli atleti affrontano questo tipo di allenamento in stato di stress molto forte. La qualità della performance non sarebbe della migliori. Si dovrà iniziare quando avremo maggiori certezze e proiezioni da qui a un mese non è possibile farne. Poi andranno individuate le date per iniziare tutti insieme”.

Come cambia, da punto di vista atletico, la condizione dei calciatori professionisti?

“Faccio fatica a pensare a quelle che possono essere le metodologie di allenamento e le strategie. Viviamo momenti dolorosi e particolari, si contano i morti, si vedono camion militari che portano bare. Il mondo dello sport dovrà adeguarsi alle nuove velocità. Come ha detto anche il presidente della Fifa Infantino, la ripresa potrà avvenire soltanto quando ci saranno tutte le condizioni di sicurezza”.

Per ora come sarà possibile mantenere una condizione accettabile?

“Gli atleti professionisti, anche in funzione delle loro possibilità organizzative e degli spazi a disposizione, stanno cercando di fare allenamenti di mantenimento. Saranno certamente seguiti da staff tecnici e sanitari. Ci sono oggi strategie e metodologie che possono permettere di mantenere uno stato di condizione generale”.

E per gli amatori?

“In questi giorni abbiamo assistito a una crociata pro e contro lo sport all’aperto, che in un contesto di benessere aiuta a aumentare livelli immunitari. Ma lo sport fatto in condizione di forte stress, come quello che viviamo in questo momento, può incidere sugli aspetti ormonali, sul cortisone che abbassa a lungo andare il sistema immunitario. Gli allenamenti amatoriali e gli sforzi fisici fatti senza una logica, provocano una violenza fisica che in questo momento non è consigliabile”.

Come ci si può arrangiare?

“A casa si possono utilizzare semplici attrezzi come un elastico, una sedia, piccoli pesi per il mantenimento, la postura e per mantenere un buon trofismo generale. Meglio evitare stress fisici come ripetute e lunghe corse”.