Coronavirus, le risposte del virologo Tarro ai dubbi più comuni

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Intervista in esclusiva sul Coronavirus al prof. Giulio Tarro, uno dei virologi più importanti al mondo, due volte candidato al Premio Nobel.

Come mai il numero dei morti in Cina è minore rispetto al numero delle vittime in Lombardia, un’area piccola dal punto di vista del territorio e della popolazione rispetto alla Cina?
Sicuramente c’è un virus padano, ma non sappiamo se mutato o autoctono. Vi possono essere altre cause, come per esempio le pregresse vaccinazioni antinfluenzali che aumentano del 36% l’azione del Coronavirus, oppure problemi come l’inquinamento ambientale e l’età anziana insieme ad altre patologie.
Considerato il delicato momento, cosa ne pensa dell’Avigan, il farmaco che stanno utilizzando in Giappone?
L’Avigan, nome commerciale del Favipiravir, è un antivirale già in uso da alcuni anni nei riguardi di diverse famiglie virali. Il suo uso come antivirale precoce nelle infezioni influenzali ha avuto un riscontro positivo per quanto riguarda in particolare il Giappone dove è stato prodotto. Adesso in Italia verrà utilizzato nella regione del Veneto.
Una persona asintomatica, una volta fatta la quarantena, risulterebbe ancora contagiosa per le altre persone?
No, con tampone negativo.
Una persona affetta da Coronavirus, ma non ha sintomi, perché diventa contagiosa?
Va adesso controllata con il nuovo kit di laboratorio che determina gli anticorpi.
Il plasma dell’asintomatico potrebbe essere utilizzato per curare chi ha sintomi da Coronavirus?
Se ha sviluppato gli anticorpi, ovviamente sì.
In conclusione, professore, da diverse parti giunge voce che questo Coronavirus è stato ingegnerizzato, cioè costruito in laboratorio, lei che ne pensa?
Assolutamente No!
A nome del M.E.S.P.I. la saluto e la ringrazio per la collaborazione.

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