Scuole chiuse, famiglie in crisi: ecco i consigli degli psicologi

L’emergenza Coronavirus sta mettendo a dura prova gli equilibri familiari per la “reclusione” in case dove prima, a stento, durante la giornata, ci si incrociava, per poi ritrovarsi sfiniti, di sera, troppo stanchi per dialogare… E adesso che si potrebbe approfittare dell’opportunità di stare insieme, i nodi, dove ci sono, vengono al pettine.
Questione non da poco se il Papa chiede “una speciale preghiera per le famiglie che si ritrovano con i bambini a casa perché le scuole sono chiuse e devono gestire una situazione difficile, gestirla bene, con pace e anche con gioia”. E’ venuto meno pure l’aiuto dei nonni (isolati per cautela). Ora il blocco delle attività e la chiusura delle scuole saranno prorogati… E gli psicologi si affannano a dare consigli.


Roberto Callina per esempio propone 10 regole (da noi rivisitate) per sopravvivere alla quarantena:
1) Mantenere inalterato il ritmo sonno-veglia, sennò poi è difficile tornare indietro
2) Progetti. Pianificare, programmarsi. Fare qualcosa che si rimandava da tempo, gettare le cose inutili
3) Non perdere la nozione dei giorni: riprogettare la quotidianità
4) Prendersi cura di sé: no “evito di lavarmi,tanto non devo uscire”
5) Mantenere i contatti sociali – 6) Fare ginnastica o accendere la radio e ballare
7) Riservarsi uno spazio/tempo personale, un angolo dove ci si possa ritirare
8) Limitare l’ascolto dei notiziari: scegliere un paio di momenti durante la giornata per i Tg e poi basta
9) Mangiare sano
10) Leggerezza, ridere. Fare cose belle e allegre.


Ma la cosa più importante è non trasmettere ai bambini le proprie angosce. Spiegare la situazione in maniera semplice e concisa, evitando dettagli terrificanti. Devono sentirsi al sicuro. Tante le incognite per quanto riguarda la scuola.
Intanto bisogna fare i compiti, e sarebbe meglio farli di mattina (mantenere la routine evita che i piccoli precipitino in una spirale di ansia). Gli insegnanti potrebbero fare video di 5 minuti spiegando via Skipe o smartphone la lezione. Per il resto, spiega la psicologa Cinzia Baldi, non è necessario tenere occupati i bambini ad ogni costo con giochi o apparecchi elettronici (il tempo “vuoto”, l’otium, spinge ad attingere alle proprie risorse interiori: idee, equilibrio, energie).
Bene condividere dei lavoretti (pulizie, cucina, riparare qualcosa): le attività materiali in comune nutrono le relazioni e rafforzano il senso di appartenenza. Il segreto per star bene del resto è l’Azione, incidere sulla realtà che ci circonda, e si può cominciare dalle piccole cose (il risultato rafforza l’autostima).
Insomma, prima era una corsa lacerante tra lavoro scuola gite visite sport dentista… Adesso c’è l’opportunità di scoprire la poesia della casa. Di ritrovarsi, di darsi attenzione, di ascoltare. Del resto un gruppo (la famiglia) è un insieme di persone che rispettano regole da tutti (quelli del gruppo) condivise. E per condividere, ci vuole il dialogo. Altrimenti si procederà su strade divaricanti.