Ma come si fa a giocare?

da | Mar 21, 2020 | Calcio Napoli

Ribadisco per l’ennesima volta che questa stagione calcistica tanto disgraziata è meglio vada archiviata senza né vinti né vincitori. Lasciamo perdere le “fughe” di Higuain, Khedira, Pjanic, quella di Ibrahimovic o la positività al Covid-19 di diversi giocatori di serie A che hanno costretto in isolamento forzato i loro compagni di squadra, perché è ben altro il problema che si dovrà affrontare da qui ad un mese e mezzo. E già ci sono polemiche e scontri addirittura sulla ripresa degli allenamenti che Claudio Lotito, presidente della Lazio e mentore e tutor di Paolo Dal Pino, presidente della Lega di A, intenderebbe anticipare sin da lunedì prossimo senza attendere la data stabilita ad oggi del 4 aprile. Con lui sembrano orientati a ripartire in anticipo anche Cagliari e, ahi ahi, Napoli. Ciò a dispetto di molti club, Juventus ed Inter per primi, ma soprattutto della volontà dell’Aic di tutelare i propri tesserati. C’è poco da dire, anche in momenti di enorme tragicità, il mondo del calcio non si smentisce tra egoismi ed interessi di bottega.

Insomma, nonostante il momento, e i tentativi anche dell’Europa politica, il calcio invece non riesce proprio a fare squadra. Soprattutto in Italia. Lotito, come Trump come Johnson o come più di recente il presidente bielorusso Lukashenko che ha sentenziato: “in Bielorussa ci basta fare saune e bere vodka per uccidere questo virus che è solo diventato una psicosi” ? Intanto, mentre tutti i campionati si sono fermati e proprio la premier ha dato uno stop fino al 30 aprile, salvo complicazioni, in Italia già montano contrasti e polemiche perfino sulle date degli allenamenti… Figurarsi per la ripresa del campionato che Nicola Gravina, forte di una dichiarazione del ministro Vincenzo Spadafora ritiene possa avvenire il 3 maggio prossimo. Si può dare un giorno certo di fronte ad una situazione tanto incerta dalla quale non sai quando e come ne uscirà il Paese vista la costante e continua evoluzione del virus? Ma gli interessi in gioco sono alti, perché se non si conclude il campionato le tv potrebbero reclamare un pesante risarcimento ai club. Non è una semplice ipotesi ma un pericolo concreto, senza contare il problema degli stadi vuoti se, come sembra, la soluzione è di riprendere a giocare a porte chiuse. E il vero nodo da sciogliere, aggiungo sommessamente, è proprio questo: un campionato che riprende senza tifosi sugli spalti, in piena emergenza Coronavirus – non dimentichiamoci della delibera datata 31 gennaio del Consiglio dei ministri che ha dichiarato lo stato di emergenza per sei mesi a far data dal 31 gennaio stesso – con strutture quali i bar, i pub, i ristoranti, le sale scommesse ancora chiuse, deve porre all’attenzione di chi governa non solo la struttura federale ma il Paese il problema del modo in cui le televisioni, Sky e Dazn, titolari dei diritti in esclusiva delle partite di campionato diffonderanno le immagini delle partite in programma. La base di partenza del ragionamento è molto semplice: non tutti sono abbonati alle televisioni detentrici dei diritti televisivi in esclusiva. La partita, per chi non va allo stadio, e sicuramente il 3 maggio non ci saranno i tifosi da stadio, è momento di aggregazione tra amici e conoscenti nei locali pubblici o tra le mura domestiche. Chiusi ancora gli esercizi pubblici, chiusi gli stadi ai tifosi, chi è tifoso rinuncerà a vedere in diretta la propria squadra senza avere la voglia di chiedere asilo ad un amico, ad un parente, ad un condomino? E quali sarebbero gli effetti di questa aggregazione scriteriata, scriteriatamente progettata dai sapientoni del pallone? Si cominci prima a valutare subito la possibilità concreta di trovare un accordo per la visione in chiaro delle partite e poi si discuta su eventuali date. Che non possono dare Spadafora o Gravina ma solo il Coronavirus e i medici e gli scienziati che stanno giocando una partita ben più difficile e importante delle 124 gare che mancano alla fine del campionato.


A meno che il mondo del calcio non se ne fotta di contagi e morti e pensando solo a se stesso, voglia dare una nuova chance più… “popolare” al Covid-19. C’è un libro che in questo momento sta avendo grande risonanza e successo scritto da John Kerr, un mental coach di fama, che si intitola “Niente teste di cazzo”, motto degli All blacks. È possibile che il calcio sia riuscito a metterne tutte insieme così tante?

Dieci anni del Napoli femminile

Dieci anni del Napoli femminile

Una festa che meglio non poteva riuscire. I dieci anni del Napoli Femminile dalla prima promozione in A sono stati un tripudio di emozioni, ricordi, sfrenata allegria e anche calcio. Un evento organizzato con dovizia di particolari dal gruppo fondatore della società...

Napoli, l’aria è pesante

Napoli, l’aria è pesante

Giocatori che vanno via, altri che vogliono andar via, il futuro azzurro è tutto da inventare, e Spalletti… Insigne emigrato d’oro in Canada, Ospina che stacca il telefono che manco “piange”, ricordando una bella canzone di Domenico Modugno, Ciro Mertens che dal...

Procuratori? No, mediatori

Procuratori? No, mediatori

Scandalo infinito, impazza il calciomercato e crescono gli affari. Il coraggio di Iervolino che si è ribellato Le vicende quasi parallele del divorzio di Sabatini dalla Salernitana e della richiesta dei legali di Mertens (4 milioni netti più 800 mila euro di...

De Laurentiis basta prendere in giro i tifosi

De Laurentiis basta prendere in giro i tifosi

Presidente De Laurentiis ora basta! Adesso stai esagerando, continuando a prendere in giro un popolo di tifosi calorosi e appassionati che hai anestetizzato con le tue controverse esternazioni prive di senso. Anzi, a senso unico: il tuo. Hai sempre messo in cattiva...

Santo subito

Santo subito

Gioite amori, amorini e Cupidi. Abbiamo un santo in più che ci protegge e si espone all'umano sacrificio di sofferenze e critiche feroci come novello Salvatore. E' lui, San Aurelio da Roma, cittadino del mondo ora innamorato perso di Partenope e dei suoi abitanti,...

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

continua a leggere…

Calcio Femminile, Napoli-Sassuolo 0-1 intervista di mister Pistolesi

Fallo di mano di Chiellini ma per Sky non è niente

Troisi: Penso in Napoletano, sogno in Napoletano

Seguici su Facebook

Facebook Pagelike Widget
badando a te