Nord efficiente e Sud irresponsabile: così stanno mistificando la realtà

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I navigli di Milano in questi giorni
I navigli di Milano pieni di persone

di Gennaro Avano

La percezione del reale.

In questi giorni abbiamo notato come anche con il Coronavirus in atto, con un problema enorme che grava su  tutte le famiglie d’Italia e su ciascun individuo, la rappresentazione ordinaria della società italiana resti graniticamente immutata.

Un Nord efficiente, probo, ligio e onesto; un Meridione estemporaneo, approssimativo, irresponsabile e, perché no, un po delinquenziale, che non guasta mai il quadretto.

Non c’inquieti la cosa, si tratta di un legittimo desiderio di normalità, che compensa la destabilizzazione provocata da una calamità che mostra le imperfezioni di un sistema, sociale, prima ancora che sanitario, che si riteneva migliore di tutti, e che vacilla di fronte a sì profonda piaga.

È forse per questo desiderio di normalità allora che non muta quell’atteggiamento. Consideriamolo un atto di generosità nei nostri riguardi, che serve a dare una parvenza di normalità a loro, e a noi, che potremmo sentirci straniati da un’incrinatura del primato del Nord. Chi baderebbe a noi sennò?

Sull’onda di questa riflessione mi sovviene l’ esternazione del sindaco di Napoli, rilasciata a radio crc, con la quale faceva notare  che se il problema fosse partito da sud ci avrebbero sparato a vista. Sono vere le parole del sindaco ma noi siamo diversi, noi cerchiamo la conciliazione anche quando non c’è reciprocità, perché sarebbe spaventoso se scoprissimo che  la superiorità e l’efficienza che ammiriamo sono un bluf!

Così abbiamo teso la mano, ci siamo compiaciuti di aver dato un modesto contributo col farmaco che salva la vita agli immunodepressi, quelli più esposti alle conseguenze del virus e, ingiustamente, qualcuno si è dispiaciuto dello sdegno col quale lo hanno accolto, pur servendosene.

Qualcuno ingenuamente non ha capito per quale motivo nemmeno lo straccio di un riconoscimento è stato espresso da parte della sanità milanese, bergamasca, o settentrionale in genere. Ve lo spiego io: serve a non destabilizzarci! Potremmo trarre spavento dall’idea che la ricerca si fa anche Napoli, e può essere – tal volta – più efficace e veloce di quella di Milano! Fa troppa paura un’idea del genere, potremmo restarne traumatizzati.

Generosamente, per evitarci un simile shock, i media a trazione settentrionale si sono dovuti affrettare a bilanciare la notizia del farmaco  assunto dal protocollo nazionale. Era una notizia troppo destabilizzante per noi, e troppo umiliante per l’efficiente Nord, per cui si è provveduto a dare  enfasi all’irresponsabile comportamento dei napoletani che festeggiano un compleanno disattendendo le prescrizioni governative.

Naturalmente per consolidarne il senso della cosa è stato necessario omettere che soltanto pochi giorni fa, a epidemia conclamata in tutta la Lombardia, le istituzioni locali inneggiavano alla reazione, a uscire, a riaprire il Duomo di Milano. I loro proclami sono così stati salutati come proverbiale capacità di reazione dei settentrionali. 

Ma ribadiamo, omettere è servito solo a non destabilizzare la percezione del reale!

Per il medesimo motivi quindi il tentativo di dissuasione alle frotte di turisti settentrionali che – ad epidemia in atto – volevano raggiungere la Sicilia, le Marche, Ischia, è stata rappresentata come l’illegittima repressione di un diritto. Similmente, l’aggressione del personale del pronto soccorso del Santa Croce di Moncalieri, in provincia di Torino, è stata minimizzata…troppo destabilizzante.

Meglio buttarla sugli inetti meridionali che sono voluti tornare per forza a casa da mammà. L’ordine delle cose non può essere messo in discussione!