“Non facciamoci sempre riconoscere. Queste sperimentazioni sono in atto da diverso tempo in Cina. Tra i vari centri delle zone più colpite sono ormai già qualche centinaio i pazienti trattati in questo modo”. Così Massimo Galli, responsabile di Malattie infettive dell’ospedale Sacco di Milano, ospite della puntata di ieri sera di Carta Bianca in onda su Rai 3, polemizzando sulla decisione di sperimentazione del Tocilizumab, farmaco per artrite reumatoide su 330 pazienti annunciata dall’Aifa e soprattutto sull’attribuzione e il riconoscimento pubblico dello studio sul farmaco all’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Napoli.

 Il farmaco solitamente utilizzato nella cura dell’artrite reumatoide era stato utilizzato nei giorni scorsi per il trattamento di alcuni pazienti, ricoverati al Cotugno di Napoli, affetti da polmonite interstiziale causata da Coronavirus, dimostrando la sua efficacia.

“Non facciamo quelli che non danno a Cesare quello che è di Cesare e ai cinesi quello che è dei cinesi – aggiunge Gallo – Non esageriamo a fare provincialismi di varia natura”.

 Paolo Ascierto, direttore della Struttura Complessa Melanoma e Terapie Innovative dell’istituto dei tumori Pascale di Napoli, al quale è palesemente rivolta la frecciata replica prontamente:“Ci deve dare atto che al protocollo ha lavorato l’Ospedale Tumori di Napoli”, sottolineando poi, attraverso un lungo post sulla pagina Facebook del Pascale di Napoli, la rilevanza delle collaborazioni con i medici che hanno collaborato al lavoro, ma precisando che, all’atto del trattamento dei primi pazienti con il farmaco il 7 marzo non erano a conoscenza di altri trattamenti simili in Italia: “Non ci risulta che qualcuno lo stesse facendo in contemporanea e saperlo ci avrebbe peraltro aiutato” scrive Ascierto.

“ In questa fase – aggiunge – non è importante il primato. Quello che abbiamo fatto è comunicarlo a tutti affinché tutti fossero in grado di poterlo utilizzare, in un momento di grande difficoltà. Non solo. Grazie alla grande professionalità del dottor Franco Perrone del Pascale, in pochi giorni siamo stati in grado di scrivere una bozza di protocollo per Aifa che ha avuto un riscontro positivo. Il nostro – conclude – deve essere un gioco di squadra e la salute dei pazienti è la cosa che ci sta più a cuore. Andiamo avanti con cauto ottimismo… nel frattempo parte la sperimentazione di Aifa. Ce la faremo di sicuro!!!”