Demme: “Al debutto al San Paolo non ho trattenuto le lacrime”

Intervista a Demme, l’uomo che ha rivoluzionato il centrocampo del Napoli

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“Al debutto al San Paolo ho pianto”

Erano i giorni caldi di fine gennaio, il Napoli di Rino Gattuso stava cercando disperatamente un centrocampista in grado di prendere in mano le redini della squadra. Uno che facesse più o meno il gioco di Jorginho, senza del quale la squadra aveva perduto il suoi punti di riferimento. La indiscrezioni parlavano di tutti e di più. Pulgar, Nandez, Lobotka e tanti altri. Poi all’improvviso l’annuncio: acquistato Demme dal Lipsia. E per una somma abbordabile, poco più di 10 milioni. Con i prezzi che corrono un affare. Demme lo avevamo visto all’opera a Napoli qualche anno fa in Europa League e per la verità non lasciò tracce con la sua prestazione. Senza infamia e senza lode. Insomma una scommessa. Molti si chiesero: ma chi è? Risposta immediata fatta filtrare dalla società: è’ una sorta di italo-tedesco, nel senso che il padre era emigrato, negli anni ’70 da un paesino della Calabria per lavorare in Germania. In casa sua si parla ancora italiano, lui lo capisce e lo sta perfezionando.

Da quel momento, cioè esattamente da cinque giorni dopo essere approdato al Napoli Demme è diventato titolare inamovibile e la rimonta sicuramente è ascrivibile in gran parte a merito suo. Dalla Germania il quotidiano Bild lo ha cercato, per chiedergli impressioni sui primi due mesi da giocatore del Napoli. Riportiamo di seguito il testo dell’intervista, in cui compare soprattutto l’aspetto umano di questo ragazzo tanto bravo quanto umile. 

“La prima al San Paolo è stata commovente. Ricordo ancora l’atmosfera nella gara con il Barcellona, era incredibile. Se ci penso ho ancora la pelle d’oca, per me è stato un sogno”, attacca il centrocampista.

Poi si passa al rapporto con Gattuso: “Mi ha subito lanciato in campo e le cose sono andate per il meglio. Per me è un onore che abbia avuto fiducia in me, con Pirlo è sempre stato il mio modello. Il fatto che mi abbia voluto al Napoli è bello, la cosa positiva è che la sua idea di calcio sia simile a quella di Nagelsmann, puntano molto sul possesso palla”.

Come ha vissuto tuo padre (tifoso del Napoli) il tuo arrivo al Napoli: “Ha pianto quando ho firmato, per tutti noi è stato molto emozionante. È quasi presente in tutte le partite”.

L’idolo Maradona: “Da piccolo ci hanno insegnato che Maradona è una leggenda, appartiene per sempre a Napoli ma è normale per quello che ha fatto per la città. Molti mi ricordano che porto un nome importante ma non posso e non voglio confrontarmi con Maradona”.

Che impatto con i tifosi napoletani? “A Lipsia in strada mi fermavano giusto per qualche selfie, a Napoli invece sono sempre stato riconosciuto e nella prima settimana quasi non potevo andare al supermercato. Qui sono pazzi per il calcio, anche mentre ero in fila alla cassa uscivano delle persone per fare delle foto con me”.

Come te la stai cavando con l’italiano? “Da piccolo mi sono sempre rifiutato di parlare italiano, mio padre era spesso fuori per lavoro e mia madre parlava solo tedesco. Ora sto migliorando…”.

Sul cibo: “Per il clima qui molte cose hanno un sapore migliore. Mi sento davvero a mio agio. Clima e cibo sono fantastici”.

Sul Lipsia: “Devo ringraziarli perché mi hanno lasciato andare via a gennaio, non tutti lo avrebbero fatto. Sono in contatto con molte persone, ma ho fatto la scelta giusta e volevo conoscere qualcosa di nuovo”.