Campionato, ecco quando c’è l’ultimo termine per la ripresa

La Lega fissa i paletti per il futuro. Gravina non esclude la non assegnazione del titolo: il 9 maggio si saprà la verità

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Gabriele Gravina

La montagna ha partorito un topolino: una conference call per studiare il futuro della Serie A che deve fare i conti con l’emergenza Coronavirus. I club si sono riuniti e hanno stabilito come termine ultimo per riprendere il campionato la data del 9 maggio. Allo studio svariate ipotesi, tra queste anche quella di allungare tutti i contratti (calciatori, sponsorizzazioni e diritti televisivi) al 15 luglio tramite una deroga che coinvolga la norma delle regole Noif. Nei prossimi giorni le parti si aggiorneranno nuovamente per tracciare una linea anche in base ai dati della Protezione Civile e delle Istituzioni sulla pandemia Covid-19. Durante la conference call non è stato previsto lo stop definitivo al campionato. Mentre gli Europei dovrebbero slittare di un anno, così come chiederà la Figc.
Duqnue lavori in corso, la Serie A studia il futuro dinanzi ad un’emergenza di tutti i settori.
Intanto da qualche parte è filtrato che le società di Serie A stiano pensando a come ridurre le perdite in caso di annullamento del campionato. Tra le ipotesi c’è anche quella di mensilità trattenute ai calciatori. Si prospetta a riguardo una battaglia legale con l’Assocalciatore ma senza sacrifici il sistema rischia di affondare. Gli analisti spiegano che i club come Juventus possono rinegoziare i contratti.
Ieri Gabriele Gravina, presidente della Figc ha parlato a Radio Anche io. Questi i passaggi salienti. “Alla Uefa chiederemo un atto di responsabilità, un contributo da tutte le Federazioni a un percorso che miri alla tutela della salute degli atleti e di tutti i nostri tifosi. Chiederemo alla Uefa nuove date: il rinvio è l’idea da seguire”.
Risulta l’ipotesi novembre-dicembre?
“Non ci sono ipotesi. Ho sentito parlare anche di una Champions che potrebbe definirsi coi play-off. Sono tutte riflessioni che richiedono attenzione. Ci confronteremo, domani credo verrà fuori la decisione più responsabile ma non immagino ora una soluzione ideale”.
È possibile prevedere una ripartenza della Serie A e una chiusura per l’estate? Non è più realistico pensare all’annullamento?
“Ogni ipotesi ora è non fondata. Lavoriamo su auspici e speranza. Pensare a un campionato da definire entro giugno è l’augurio di tutti ma è difficile pensare qualcosa così. Lavoriamo, dobbiamo pensare che dopo lo tsunami la vita continuerà. Lo sport dovrà essere un collante sociale a cui far ritorno”.
L’Italia si prepara teoricamente a ripartire il 3 aprile.
“Credo che il 3 aprile sia una data troppo immediata per la ripartenza di tutto. Per questo ho pensato a una nostra ripartenza i primi di maggio ma è una data teorica. Serve andare avanti con riferimenti di date, altrimenti rischiamo di essere impreparati”.
Esclude che il campionato possa essere annullato?
“Non sono in grado di escludere nulla. Ora programmiamo con l’idea più ottimistica, ovvero definire i campionati, cercando di portarli a termine. Tra le diverse ipotesi però ho già preannunciato la non assegnazione del titolo, quella di assegnazione congelando le graduatorie, un mini torneo di play-off e play-out. Non escludo nulla, capisco la curiosità e l’attenzione nel voler definire ma nessuno, e dico nessuno, oggi è in grado di dire quale sarà il nostro futuro rispetto alle condizioni attuali. Se tutto questo dovesse portare con effetto trascinamento alla stagione 20-21, non escludo che il campionato possa concludersi in due stagioni diverse. E’ anche imbarazzante parlare di questi temi ma abbiamo il dovere di farlo per dare una speranza”.
C’è anche l’idea di rinunciare alla Coppa Italia?
“Non ne stiamo più parlando, è una competizione che affronteremo più in là. E’ uno dei tornei che abbiamo accantonato, diamo priorità ai tornei”.