Troppi calciatori contagiati: annullato il campionato?

da | Mar 14, 2020 | Calcio Napoli

Arkadiusz Milik, attaccante polacco del Napoli

Il bollettino dei contagiati da coronavirus fra i calciatori si arricchisce, purtroppo, ogni giorno di nuovi “arrivi”. Quello che si temeva e che solo qualche improvvido presidente (ricordate quelli che si opponevano ai rinvii e alle porte chiuse?) già venti giorni fa non aveva capito, sta accadendo.

A questo punto conviene fare un semplice ragionamento che porterà ad una conclusione pessimistica. Se il numero dei calciatori contagiati si fermasse qui, considerando periodi di quarantena, convalescenze, guarigioni e ripresa dell’attività agonistica, diciamo che occorrerebbero un paio di mesi. Sempre che tutti i contagiati siano in grado di riprendere l’attività da subito. Ma le conseguenze che una polmonite bilaterale può lasciare sul fisico, benché integro, di un calciatore, nessuno le conosce. Ragioniamo però sull’ipotesi positiva: a metà maggio si riprende tutto. Fermo restando che l’Uefa abbia nel frattempo rinviato gli Europei, cosa che ancora non si decide a fare, dimostrando per l’ennesima volta quanto siano cocciuti e irresponsabili i vertici del calcio europeo.

Ora in due mesi, perché è chiaro che oltre il 15 luglio non si potrebbe comunque andare, si dovrebbero giocare undici giornate di campionato, recuperare le prime partite rinviate, consentire alle quattro finaliste di Coppa Italia di giocarsi l’accesso alla finale e disputare poi la finale stessa.

Il tutto senza contare che, ammesso che il coronavirus desse respiro anche alle squadre europee, bisognerebbe riprendere a giocare le varie Coppe, con cinque squadre italiane ancora in lizza.

E’ ipotizzabile tutto ciò? Diciamocelo francamente: no. Solo un folle, indipendentemente dalla considerazione che si tratta dell’ipotesi più ottimistica circa i tempi di cessazione delle’infezione e di guarigione per i colpiti, può ritenere che tutto ciò sia possibile. Ergo: a meno che non accadano miracoli, il campionato è bello è andato, sarà annullato e l’anno prossimo si ripartirà da zero. Con grandi proteste di Agnelli, di Lotito (che farà lo sciopero della fame, si incatenerà a Milano sotto la sede della Lega e ricorrerà alla Corte europea di giustizia) e di Vigorito, il presidente del Benevento, che giustamente, avendo venti punti di vantaggio sulla terza si ritiene già in serie A e si vedrebbe sostanzialmente privato di un diritto praticamente acquisito. Tutti avranno le loro buone ragioni, ma il mondo intero dovrà vedersela con una ripresa tremenda, piangerà tantissimi morti, sarà un mondo diverso, forse più maturo e meno guerrafondaio, reso migliore dal lavacro di una pandemia sterminatrice. Dovrà riprendersi anche perché sarà impoverito e tutti (anche le società di calcio) saremo costretti ad altri sacrifici. In questo scenario così drammatico che cosa volete che potranno valere gli alti lai, seppur affiancati da qualche dotta citazione in latino, di un Lotito qualunque?

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