E nonostante tutto, Lotito voleva continuare a giocare…

da | Mar 13, 2020 | Calcio Napoli

La positività di Rugani e Gabbiadini, purtroppo per loro (ma sono asintomatici, stanno rispondendo benissimo, auguri di cuore) ha, come si dice, “tagliato la testa al toro”. Tutti quelli che ritenevano il pianeta –calcio immune, al di sopra persino di una pandemia e che si sono battuti prima contro le porte chiuse e poi contro la sospensione del campionato sono serviti. Una figuraccia, una manifestazione di sfrenato egoismo di fronte ad un’evidenza che tutti avevano compreso. Tutti tranne, fino all’ultimo Claudio Lotito, il presidente della Lazio.

Un tipo che ci sa fare, nel suo ambito, ma uno che tante volte non riesce a vedere ad un palmo di distanza dal suo naso. Il caso coronavirus lo bolla definitivamente.

Lo hanno definito maneggione, piovra, loquace, amico di tutti, logico, fastidioso, pragmatico, tirchio, moralista, a-morale.  Lotito è tutto questo messo insieme, ma soprattutto un arrogante, che usa spregiudicatamente il potere. Basti solo ricordare quando fece eleggere Tavecchio alla presidenza della Figc e poi si erse a sua badante. Lo accompagnava dappertutto e pretese di sedere in panchina accanto a Ventura , lasciando sbigottiti tutti gli altri presidenti che non avevano saputo opporsi alla sua smania di comando e di protagonismo. Del resto è significativa la storia di come è approdato alla Lazio per capire che tipo è: l’acquisto per 20 milioni un minuto primo che scadesse il tempo per aderire all’opzione e si fece spalmare i debiti pregressi in 27 anni. Li sta pagando, ma con gli affari che ha fatto vendendo a cifre folli giocatori sconosciuti che è bravissimo ad andare a pescare in capo al mondo, si è già abbondantemente rifatto.

Dicevamo dei calciatori positivi. Di Gabbiadini si è saputo con un comunicato diramato direttamente dalla Sampdoria. L’attaccante blucerchiato, ex azzurro, si è rivolto ai tifosi per tranquillizzarli con un messaggio diramato tramite i social: “Sono risultato positivo anche io al Coronavirus. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno scritto, mi sono arrivati già tantissimi messaggi. Ci tengo comunque a dirvi che sto bene, quindi non preoccupatevi. Seguite tutti le norme, restate a casa e tutto si risolverà”.

Gabbiadini era stato preceduto nell’annuncio da Rugani della Juve. Il che dimostra che c’era un motivo se già da giorni l’invito del governo era stato quello di fermare il campionato. Nulla da fare: domenica Juve-Inter, Rugani positivo e le due squadre ora sono in quarantena. Con il campionato italiano ormai bello è consumato, perché, anche ammesso, come è sperabile, che i contagi si fermino a Rugani e Gabbiadini, sarà impossibile riprendere dopo che almeno tre squadre sono rimaste in quarantena per una ventina di giorni, senza potersi allenare.

Il calcio italiano non è l’unico ad essere interessato dal contagio. Tre giocatori della Premier League sono risultati positivi al coronavirus. Secondo il tablid ‘Sun’, i tre calciatori, i cui nomi e club al momento non sono stati resi noti, erano stati sottoposti ai test di controllo dopo aver manifestato i sintomi della malattia. A seguito della loro positività, tutti i loro compagni di squadra sono stati sottoposti ad accertamenti.

Ma il Covid-19 colpisce anche la Nba. Succede alle 2.30 ora italiana. La partita Oklahoma City-Utah è stata ufficialmente rinviata e la notizia della positività al coronavirus di Rudy Gobert è appena stata confermata sui social. È allora che arriva il comunicato ufficiale dell’Nba che ferma la stagione 2019-20. Un momento triste e storico, l’11 marzo 2020, giorno che verrà ricordato per tanto tempo.

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EDITORIALE

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Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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