E ora cosa accadrà al campionato di serie A? Ecco le ipotesi al vaglio

da | Mar 12, 2020 | Calcio Napoli

E ora tutti a chiedersi: cosa succederà al campionato di Serie A che è stato sospeso almeno fino al 3 aprile? Saranno rinviate due giornate, più quella da recuperare saranno tre in totale. E se non dovesse più riprendere perché l‘emergenza durerà oltre i 3 aprile (ipotesi più probabile)? Fioccano le supposizioni. Mancano le regole, nessuno avrebbe mai potuto ipotizzare una situazione del genere quando il calcio si è dato le sue norme. C’è che ritiene che in caso di mancato rinvio dell’Europeo, non ci sarebbe modo di recuperare le sfide. Dunque: scudetto alla Juve, a scendere l’assegnazione dei posti in Champions e in Europa League (il Napoli è sesto) e Lecce, Spal e Brescia retrocesse. Ma questo scenario sarebbe rifiutato dalle squadre penalizzate dal campionato interrotto che hanno già fatto sapere che sarebbero pronte a far causa. C’è stato comunque un comunicato della Figc al termine del consiglio federale, che adombra l’ipotesi dello scivolamento delle giornate fino al 31 maggio. Ma con la previsione che tutto ricominci il 3 aprile. Cosa che è molto dubbia.

Ecco  comunque il comunicato diffuso dalla Figc: “Stante l’attuale situazione, anche alla luce delle auspicabili ulteriori disposizioni governative per agevolazioni fiscali e contributive, il Consiglio ha conferito delega al presidente federale per allineare le disposizioni della FIGC in materia e per valutare, ed eventualmente emanare, il differimento delle scadenze per l’iscrizione ai campionati della stagione sportiva 2020/2021 dal 22 al 30 giugno.
Con riferimento al recupero delle gare della Serie A, tenuto conto che le altre Leghe non hanno scadenze internazionali e quindi una più ampia marginalità di programmazione, il presidente federale ha proposto alla Lega di Serie A, attraverso lo scivolamento delle giornate, di sfruttare tutte le date a disposizione fino al 31 maggio. Qualora l’emergenza Covid-19 non dovesse consentire la conclusione dei campionati, il presidente Gravina ha sottoposto all’attenzione delle Leghe interessate alcune ipotesi su cui discutere nella riunione, già fissata, del Consiglio Federale del 23 marzo. Senza alcun ordine di priorità, un’ipotesi potrebbe essere la non assegnazione del titolo di Campione d’Italia e conseguente comunicazione alla UEFA delle società qualificate alle coppe europee; un’altra sarebbe far riferimento alla classifica maturata fino al momento dell’interruzione; terza ed ultima ipotesi, far disputare solo i play off per il titolo d

Un gran caos, insomma, da definire, evidentemente, solo nei prossimi giorni. Pensate solo a Lotito che nutre sogni i scudetto e che in aso di annullamento del campionato se lo vedrebbe sfuggire per un solo punto che attualmente lo separa dalla capolista Juventus. Altri pensano addirittura ad un codicillo di campionato da disputare con partite ogni 3 giorni da fine luglio in poi e poi ricominciare il nuovo a ottobre, magari chiedendo alla Lega, per il prossimo torneo di tornare a 18 squadre. Fantacalcio? Quest’ultima potrebbe rivelarsi una soluzione di buon senso, ma quanti Lotito si opporrebbero alla riduzione a 18 squadre? Sarebbe un’occasione buona per arrivare a un risultato utilissimo, visto che il calcio moderno, con tutte le competizioni nazionali e internazionali che si accavallano, non regge più ad un campionato così lungo ed impegnativo.

Ma per la verità c’è ancora chi ragiona. Prendete le dichiarazioni di Roberto De Zerbi  sull’emergenza Coronavirus e sullo stop alle attività sportive fino al 3 aprile. “Come si gestisce questo momento? Onestamente non lo so. Preparare questa gara (si riferiva al match disputato e vinto con il Brescia, ndr) è stato difficilissimo, perché lavorare nel calcio in Italia vuol dire avere una responsabilità. A livello sociale il calcio non ricopre quello che ricopre un altro lavoro. Nel mio spogliatoio però ci sono degli uomini preoccupati per le loro famiglie, quindi conciliare il tutto non è facile, così come non è facile riattaccare la spina”. Poche ma chiare parole. I calciatori sono esseri umani, hanno le loro famiglie e le loro paure, come hanno anche dimostrato Callejon, Ospina e Llorente che in piena notte con le loro mogli sono corsi al supermercato a fare la spesa. Di fronte a queste umane preoccupazioni che cosa potrà mai importare se un campionato riprende o viene definitivamente soppresso?

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