Virus? Ecco le gare d’appalto digitali

da | Mar 11, 2020 | Cronaca

“In un momento così difficile per il Paese abbiamo pensato di mettere a disposizione di tutti il nostro modello consolidato di digitalizzazione delle gare d’appalto per evitare il propagarsi di un grave danno economico che si sta accompagnando all’emergenza sanitaria prodotta dalla diffusione del Coronavirus”. Così Francesco Pinto, segretario generale di Asmel, l’Associazione dei Comuni con oltre 3.000 Enti Locali soci in tutt’Italia, annuncia la scelta di Asmel di rendere disponibile gratuitamente a tutte le Stazioni appaltanti, anche non associate, il Seggio di Gara Telematico.


Lo scopo dell’iniziativa, come spiega Pinto, “è quello di garantire la continuità delle procedure di gara in massima sicurezza e trasparenza, consentendo a Commissari e imprese di partecipare alle sedute di gara attraverso qualsiasi terminale telematico (computer, tablet e smartphone)”. La seduta virtuale è conforme all’art. 77, comma 2, del d.lgs. n. 50/2016, secondo cui la Commissione può lavorare a distanza con procedure telematiche che salvaguardino la riservatezza delle comunicazioni. Una modalità operativa sperimentata già da un anno in casa Asmel, tanto che la Centrale di Committenza Asmecomm è stata recentemente premiata dall’Eipa (Istituto Europeo della Pubblica Amministrazione) e dalla Commissione Europea con il “Best Practice Certificate”, come migliore soluzione sul fronte della innovazione e digitalizzazione della pubblica amministrazione. La proposta di Asmel per l’abolizione del Codice degli Appatlti e l’adozione del modello europeo come avviene dalla Francia all’Inghilterra. Ora Asmel offre gratuitamente a tutte le Stazioni Appaltanti italiane il supporto necessario e le relative funzionalità per operare in autonomia con collegamenti in videoconferenza e concludere in tempi rapidi le procedure, eliminando le distanze fisiche, nonché i relativi costi.
Più in generale, Asmel in questa situazione emergenziale vuole ribadire l’attualità delle proprie proposte per sciogliere i tanti lacci burocratici che bloccano gli appalti pubblici in Italia. “Invece delle inconsistenti proposte di Anac, che sono rivolte solo ai microaffidamenti inferiori a 40mila euro e basate su questioni formali (create dalla stessa Autorità) già risolte da chi opera sul campo – spiega Pinto – sarebbe sufficiente azzerare il nostro mostruoso Codice Appalti, autentico manuale di enigmistica giuridica a soluzioni multiple, sostituendolo con le regole europee, come proposto dall’Associazione fin dal 2015. Francia, Spagna e Inghilterra si sono poi mosse proprio in questa direzione recependo senza ulteriori orpelli le direttive europee. In Italia sarebbe sufficiente corredarle con il collaudato Regolamento del 2010, opportunamente aggiornato a oggi”. E mai come in questi giorni in cui la priorità assoluta del Paese risiede nel cercare con ogni misura il contenimento del contagio del Coronavirus, secondo i vertici di Asmel, “è arrivato il momento per tutti di fare un passo avanti verso la semplificazione e la digitalizzazione degli appalti con le piattaforme telematiche che garantiscono sicurezza, tracciabilità e trasparenza e che, oltre a evitare mille complicazioni burocratiche, rappresentano un autentico antidoto non solo alle complicazioni inutili, ma soprattutto ad ogni sorta di malaffare e di corruzione”.

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