Coronavirus, venti giorni per rinascere

La speranza è di riuscire a controllare la diffusione del Coronavirus ma tutti devono rispettare il diktat del Governo. La Confesercenti: “Meglio stare chiusi in questo lasso di tempo che per mesi interi”

21

La situazione è questa: se tutti rispettano le regole imposte dal Governo, c’è la possibilità che nell’arco di venti giorni si possa tenere sotto controllo la diffusione del Coronavirus e quindi riprendere la vita normale. Rinascere. Soprattutto per tutte quelle attività commerciali che, avendo un calo di clientela o addirittura dovendo stare chiuse, non possono incassare quanto serve per andare avanti. Lo hanno spiegato anche alcuni medici in questi giorni dicendo in coro che “se tutti stanno a casa per 15 giorni il virus viene debellato”.

Sperando non si tratti di un’esagerazione, vale la pena seguire il consiglio dei medici che poi coincide con l’ordine arrivato dal Governo di limitare gli spostamenti solo a quelli necessari. Per quanto riguarda le aziende campane, il presidente di Confesercenti Interregionale (Campania e Molise) e Interprovinciale (Napoli, Avellino e Benevento) Vincenzo Schiavo, si è confrontato con le attività associate all’organismo. “Ho chiesto loro di stringere i denti – spiega Schiavo – in questo momento l’obiettivo è evitare il propagarsi del contagio anche nelle nostre zone: fare sacrifici adesso, per venti giorni, significa evitare la chiusura per mesi e forse per sempre di decine di aziende. I nostri associati – aggiunge Schiavo – sono tutti allineati ed hanno senso di responsabilità. È un momento di grande difficoltà, ma è inutile e persino dannoso assaltare supermercati o farmacie: sono attività i cui beni, di prima necessità, non mancheranno mai. I prodotti continueranno ad arrivare giorno per giorno. Le merci viaggiano senza problemi – conclude Schiavo – i rifornimenti ci sono, sia per i medicinali che per i prodotti alimentari e persino per il carburante non ci sono difficoltà di approvvigionamento”.