Si gioca, ma questo non è calcio

da | Mar 9, 2020 | Sport

Credo che le parole di Cosimo Sibilia, uomo politico e presidente della Lega Nazionale Dilettanti della Figc, già calciatore di discreto livello, siano le poche di buon senso e intellettualmente oneste in un mondo di farisei e ipocriti come quello della politica e del calcio. Sibilia ha sospeso tutti i gironi del campionato nazionale dilettanti dopo aver già sospeso in precedenza i gironi nelle zone rosse.
“In casi eccezionali come questi – ha detto Sibilia- qualunque cosa si faccia si rischia di sbagliare. Ma non prendere decisioni è l’errore più grave per chi ha delle responsabilità. E io mi sono preso queste responsabilità”. Ma chi altri s’è preso la briga di intervenire con decisione e in modo perentorio, in questo clima misto di paura, tensioni, egoismi e interessi, pubblici e privati, tra presidenti e politici che abbiamo finalmente scoperto essere personaggi di bassa…Lega (Chi vuol intendere intenda, ndr)?
Ieri s’è giocato in un clima surreale quello che restava da giocare della 26^ giornata, che si chiuderà (?) stasera con Sassuolo-Brescia. Ma che valore realmente tecnico e spettacolare hanno queste partite se ci sono da recuperare altre 3 partite della 25^ giornata, programmate per il 18 marzo, più un’Inter-Sampdoria da riprogrammare per gli impegni europei dei neroazzurri, quando tutto, e per tutto lascia pensare ad uno stop imminente del campionato? Non si possono non fare considerazioni “ingombranti” su Gravina e sul decreto del governo, non chiarissimo su diversi punti e che ha già aperto polemiche tra molti governatori non solo delle regioni indicate come “zone rosse”, ma addirittura sibillino per quanto riguarda lo svolgimento dei campionati. Nel provvedimento, che tra l’altro, non si sa bene come e da chi, è stato diffuso ben prima della sua firma creando il caos totale tra la popolazione, in fuga da Milano e non solo, peggio che nella peste di manzoniana memoria, si è lasciata solo una piccola fessura al calcio che potrebbe e dovrebbe durare, se c’è buon senso, fino a domani sera dopo la conclusione di Sassuolo- Brescia. La situazione è grave e finalmente lo si sta capendo man mano che passano i giorni e i numeri dei contagi aumentano in modo esponenziale. Non si può pensare che i calciatori, pure se atleti e professionisti, possano essere staccati da una realtà sanitaria drammatica che ormai coinvolge tutti nel paese e che non fa sconti ad alcuno, giovani o vecchi, politici o uomini delle istituzioni, atleti o tifosi.


Il calcio, come lo sport in genere, è gioco, divertimento, passione e voglia di distrarsi dai problemi quotidiani. Lo è in questo momento, soprattutto in Italia? Altrove, parlo di Germania, Francia, Spagna e la stessa Inghilterra, il fenomeno Coronavirus o è stato preso sottogamba o si è voluto farlo passare sotto silenzio per evitare il collasso dell’economia. È certo che si sta ancora giocando in stadi gremiti di spettatori mentre intanto contagi e ricoveri anche lì aumentano di giorno in giorno. Nel nostro Paese, anche se in ritardo, s’è presa una decisione pilatesca, far giocare a porte chiuse, senza dare invece uno stop perentorio e deciso al campionato. Perché è questa, in questo momento, l’unica decisione che doveva e dovrà prendere il governo per porre anche fine alle beghe di una Lega litigiosa in cui i presidenti più “potenti” hanno voluto e vorrebbero difendere solo i propri interessi economici strafregandosene pure della salute dei tifosi. Ma è credibile un governo che non riesce a tenere “segreto” un decreto ancora da approvare, che dice tutto senza dire niente e consente a migliaia di persone di scappare in treno, in aereo, in macchina da zone completamente blindate? È affidabile un governo in un paese come il nostro dove l’essere inaffidabili è la norma o quasi? E allora vogliamo continuare a giocare a calcio o a giocare sulla pelle degli italiani? Chiediamo risposta a politici, presidenti e pure ai cittadini tifosi… Coronavirus permettendo!

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