Da Vittorio? Presto e bene!

da | Mar 7, 2020 | Cucina

“Salvatò dovete aggiungere ‘presto e bene’ all’insegna qua fuori, perché da voi si mangia veramente così e tutti lo devono sapere”. A suggerire il nome odierno della nota trattoria “Da Vittorio presto e bene”, al civico 23 di via Niutta all’Arenella, fu un’affezionata cliente.
Prima si chiamava solo “Da Vittorio” come il suo fondatore, che nel 1984 dopo numerose esperienze lavorative in America e in Germania tornò a Napoli e coronò il sogno di un’attività tutta sua nella ristorazione. Oggi è il figlio, Salvatore Di Vito, a gestire il locale di famiglia, da trentasei anni un punto di riferimento per il quartiere, per chi ci vive e chi ci lavora, medici, operai, avvocati, commercialisti i clienti abituali, ma anche per i tanti che sono di passaggio o in vacanza e i numerosi stranieri che incuriositi dai racconti di parenti e amici che ci sono stati non rinunciano a una tappa nella storica trattoria per assaporare i piatti tipici della cucina napoletana in un contesto allegro e informale e ancora per i volti noti dello spettacolo: Paolo Sorrentino, che frequenta la trattoria da quando ancora studiava per diventare regista, Germano Bellavia, Ciro Ferrara, Peppino di Capri e tanti altri. “Ciò che conta è che il cliente, chiunque sia, quando viene qua si senta a suo agio, come a casa sua” sottolinea Salvatore. E la “ricetta dell’accoglienza” insieme a quella del gusto funziona in questo piccolo paradiso di prelibatezze aperto a pranzo tutti i giorni inclusi i festivi eccetto il lunedì, e il venerdì anche di sera: si fa quasi fatica per trovare un posto libero ma Salvatore, da ottimo padrone di casa, fa di tutto per non lasciare scontento e affamato nessuno dei suoi clienti abituali e nemmeno quelli occasionali.


Il menu è vario e comprende ogni giorno quattro primi fissi: gnocchi alla sorrentina, pasta al forno, pasta con i legumi, pennette con pomodorini, rucola e provola e almeno altre quattro proposte che variano giornalmente a seconda della stagionalità delle materie prime o della fantasia dello chef, anzi della chef

Scialatielli con cozze e melanzane

Susy la che della trattoria

Il cuore della cucina della trattoria, infatti, è donna: Immacolata la moglie di Vittorio ieri e Susy la moglie di Salvatore oggi.


Il martedì la chef non fa mai mancare la pasta e patate con la provola, amatissima dagli avventori fissi della trattoria così come la scarola ripiena di olive, capperi, pangrattato e uvetta, tipica del giovedì, un piatto leggero ma saporito, e ancora tra i piatti più richiesti: i ravioli capresi con sugo di carne macinata, la genovese, gli scialatielli con cozze e melanzane, la calamarata con polipetti e tanti altri.

Pasta e patate con la provola in crosta di parmigiano 

Vasta scelta anche per i secondi, una ventina tra quelli di carne e pesce, tutti accompagnati da contorni tipici napoletani di ortaggi e verdure. Imperdibili le alici fritte, lo spezzatino con patate e piselli o di pollo con peperoni, le salsicce ripiene con provola e funghi con i friarielli, la frittura di calamari e gamberi, le polpette di melanzane e provola, la tagliata di carne con rucola, pomodorini e grana, le scaloppine al limone e i polpettoncini bianchi o rossi.

Salsicce e friarielli

Piatti gustosi anche per chi è a dieta “Da Vittorio presto e bene”: primi senza carne, secondi arrostiti, verdure bollite, materie prime sempre fresche e cotte a regola d’arte per soddisfare le diverse esigenze e su richiesta preparazioni speciali anche per gli intolleranti al glutine. Falanghina e Aglianico del beneventano per accompagnare le diverse pietanze, ma anche birra o altre bibite a scelta. Impossibile poi andare via senza assaggiare i dessert, tutti fatti in casa: la panna cotta, la torta caprese, il tiramisù, la millefoglie, la pastiera tra i classici ma a seconda dei giorni anche il semifreddo al cannolo, il tronchetto pan di stelle, la crostata alle fragole o con cocco, caffè e nutella e altre delizie da leccarsi i baffi. Per concludere caffè o liquori, meloncello e limoncello.

La millefoglie fatta in casa

E il conto? Per un pasto completo nei giorni feriali appena 15 euro! “Da Vittorio presto e bene” e a prezzi modici.

EDITORIALE

L’arte di evadere le regole

di Alessandro Migliaccio

Quando nel 2010 ho pubblicato il mio secondo libro (anche se il primo era solo una raccolta di poesie giovanili) intitolato “Paradossopoli. Napoli e l’arte di evadere le regole”, nutrivo una ferma speranza che qualcosa sarebbe cambiato. Che i napoletani avrebbero, prima o poi, avuto uno sbalzo di dignità e che si sarebbero in qualche modo presi una rivincita nei confronti di quanti, troppo facilmente, puntano il dito contro di loro.

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