Partita rinviata a chissà quando

Lautaro Martinez contrastato da Kostas Manolas nel match Inter-Napoli di Coppa Italia

Questa Lega ondivaga e senza una barra diritta, incerta, irresoluta, prona ai poter forti, ci aveva tratto in inganno. Rinviata Juve-Milan e non Napoli-Inter. Quindi tutti sicuri che la partita si sarebbe disputata, persino con un quasi record stagionale di spettatori al San Paolo. I tifosi del Napoli più forti del virus. E invece il prefetto di Napoli, facendo sue le perplessità che contemporaneamente il governo avrebbe poi allargato ad altri settori, è intervenuto e di autorità ha rinviato la partita. Se De Laurentiis avesse accertato le porte aperte il match si sarebbe disputato, ma don Aurelio non se l’è sentita di rimetterci quel bel po’ di gruzzoletto che i tanti paganti gli avevano già assicurato e si è impuntato. Ed anche in questa impuntatura c’è lo zampino della Lega, perché se non avesse rinviato Juve-Inter e avesse costretto i bianconeri a giocare a porte chiuse De Laurentiis non avrebbe avuto alcun margine per opporsi. Così ha avuto gioco facile. Ma in prima pagina trovate un approfondimento su questo tema.
Quel che è certo è che Gattuso e i giocatori l’hanno presa male. Il Napoli oggi corre a mille all’ora, sull’onda dell’entusiasmo avrebbe potuto chiudere la partita con l’Inter (dopo la vittoria ottenuta a San Siro) e prenotare la finale che si disputerà il 20 maggio ancora non si sa dove. Ma dichiarazioni ufficiali non se ne registrano. C’è solo il comunicato della società che riportiamo qui sotto. E che spiega come la decisione è del prefetto, perché c’era il pericolo che potessero annidarsi tra gli spettatori anche tifosi provenienti dalle zone infette. Ma nulla dice, ovviamente, sull’impuntatura del presidente.
Commenti vengono invece da parte interista. L’ad dell’Inter Giuseppe Marotta è intervenuto ai microfoni dei cronisti all’uscita del Consiglio di Serie A tenutosi al Coni in merito al caos calendari generato dall’effetto Coronavirus: “Il consiglio è andato bene, abbiamo creato la giusta armonia in un momento così delicato. Il tentativo è portare a termine il campionato con la massima regolarità, senza creare uno squilibrio competitivo, ma come vedete lo scenario cambia continuamente e siamo attesa di un nuovo provvedimento dal Governo, quindi viaggiamo a vista”. “Quello delle porte chiuse potrebbe essere l’unico strumento per portare a termine il campionato alla luce delle restrizioni che giustamente il governo sta adottando. Il consiglio ha ratificato la proposta delle venti società di riprendere le partite sospese, questa è la soluzione della Lega. C’è uno slot differente tra il fine settimana, con le partite sospese, poi sarà la Lega a comunicare le date. Juve-Inter? Domenica o lunedì”. Per l’Inter questo rinvio costituisce comunque un vero problema. Un’altra gara da recuperare, un’altra data da trovare. Dopo i rinvii delle partite contro Sampdoria e Juventus in campionato, si aggiunge ora anche la semifinale di Coppa Italia. Un bel problema pensando al futuro. La squadra di Conte ha un calendario già fittissimo di impegni, senza dimenticare gli impegni di Europa League. Se dovessero andare avanti anche nella competizione continentale (agli ottavi di finale se la vedrà con il Getafe), sarebbe complicato per i nerazzurri trovare mercoledì o giovedì liberi per inserire le gare mancati. Un ben pasticcio. I problemi in queste ore non riguardano solo Napoli-Inter. Ci sarebbero animi tesi tra le dirigenze di Lazio e Atalanta. Il patron biancoceleste Claudio Lotito nel consiglio di ieri ha rifiutato categoricamente di giocare Atalanta-Lazio, ovvero la prossima giornata, il 13 maggio, rigettando la proposta di Percassi. Rimane fermo della sua idea di giocarla domenica 15 a porte chiuse.