Proprio quando sembrava che potesse riaggregarsi al gruppo e cominciare di nuovo a respirare aria quanto meno di panchina ecco che le indiscrezioni provenienti dal fortilizio inaccessibile di Castelvolturno parlano della necessità di allungare i tempi. Koulibaly non è ancora abile e arruolabile, scartata l’ipotesi di una convocazione per l’Inter, forse lo rivedremo in campo a Verona, quando e semmai riprenderà il campionato.
Questo ulteriore prolungamento dei tempi di recupero pone inquietanti interrogativi. Sia sul futuro del calciatore, che sul sistema comunicazione del Napoli. Che cosa ha Koluibaly? È mai possibile che, andato via il dottor De Nicola, non si riesce a capire mai con certezza di che tipo di infortunio soffrano i giocatori del Napoli?


Nel caso di Koulibaly, poi il segreto è ancora più misterioso.
Il ragazzo, come ricorderete, si fece male il 14 dicembre al San Paolo, quando nel goffo tentativo di rincorrere uno scatenato Kulusewski del Parma, fece una mossa sbagliata e si accasciò al terreno, mentre l’avversario filava tranquillamente in porta. Da quel giorno dopo oltre un mese di stop, dichiarato guarito, lo rivedemmo in campo nella malaugurata partita con il Lecce. Per i medici del Napoli era guarito, forse (e senza forse) Gattuso fu precipitoso nello schierarlo titolare dopo un’assenza così prolungata. Fatto sta che Koulibaly giocò maluccio e tornò quindi tra le riserve, in attesa, si disse, che potesse recuperare la miglior condizione di forma. Ma nessuno ha mai detto che in effetti, come sembra ora, era incorso in un nuovo infortunio muscolare, per cui c’era bisogno di un’altra lunga convalescenza. Questa della mancanza di trasparenza nella comunicazione è uno dei grandi nodi irrisolti della gestione De Laurentiis. Le responsabilità del buon Nicola Lombardo, che di questo settore è il responsabile, sono ovviamente ridotte.
È don Aurelio che comanda, è lui che traccia le linee guida. Ed è lui che ha imposto al povero Nicola anche qualche scivolone deontologico, quando ha preteso di voler scegliere i giornalisti che potessero presenziare alle conferenze-stampa. Ma è acqua passata.
Ora questa impenetrabile cortina del silenzio è calata sulle condizioni fisiche di Koulibaly e non c’è un barlume di informazione corretta che aiuti giornalisti e tifosi a capire che cosa sia accaduto veramente a quello che fino all’anno scorso era all’unanimità riconosciuto come il miglior difensore del campionato italiano e sicuramente come uno dei top cinque a livello mondiale.
Di ritorno in campo di Koulibaly non si parla, il Napoli è ridotto al lumicino come organico di centrali. Gattuso conta ora solo su Maksimovic e Manolas, visto che di Luperto non vuol nemmeno sentirne parlare.
Koulibaly recuperato sarebbe decisivo per questo fremente finale di stagione, visto peraltro che a gennaio nessuno ha pensato, men che mai Giuntoli, a comprare un altro centrale che almeno numericamente sostituisse il partente Tonelli (che tra l’altro sta regolarmente giocando, ed anche bene, da titolare nella Sampdoria). Ma il calvario del senegalese continua e nessuno sa perché è al palo da tanto tempo. Misteri napoletani.