DeMa perde l’uomo di fiducia

da | Mar 4, 2020 | Cronaca

In due giorni due uppercut che avrebbero steso anche Cassius Clay. Luigi de Magistris sempre più solo, abbandonato ormai da tutti, o quasi.
Resistono Alessandra Clemente, sua fedelissima della prima ora e un po’ di assessori che ha pescato in gran parte dai centri sociali, la De Majo prima fra tutte.
E sarebbe proprio la scelta della pasionaria che avrebbe provocato gli ultimi due distacchi, quasi sicuramente il primo, quello di De Luca, presidente della circoscrizione Vomero-Arenella. Il secondo, l’addio di Attilio Auricchio, capo di gabinetto, è il colpo del ko. Una sberla in pieno viso per il sindaco, visto che in tutti questi anni l’ufficiale dei Carabinieri che svelò Calciopoli e le pastette di Moggi è stato da sempre il suo braccio destro, ne ha condiviso (per non dire ispirato) mosse e strategie. Avevano lavorato insieme quando de Magistris faceva ancora il magistrato in Calabria. Il divorzio, per chi è addento nelle segrete cose di Palazzo san Giacomo, era nell’aria, negli ultimi tempi qualcosa tra i due si era rotto e ha portato all’epilogo di ieri.
“Il direttore generale e capo di gabinetto Attilio Auricchio lascia gli incarichi al Comune di Napoli per motivi familiari. Da oggi il Colonnello Auricchio è in ferie; il sindaco Luigi de Magistris ha affidato al segretario generale dottoressa Patrizia Magnoni l’interim da direttore generale e ha avviato le procedure per nominare il dottor Ernesto Pollice, dello staff del vice sindaco Panini, nuovo capo di gabinetto”, recita il sintetico comunicato del Comune.
“Rivolgo ad Attilio un grande ringraziamento per la tenacia, la competenza e la professionalità che ha profuso in questi nove anni nell’interesse della Città. Insieme abbiamo vinto tante battaglie. Ad Attilio auguro di cuore un brillante futuro professionale” ha commentato il sindaco.


La rottura di un lungo sodalizio affidata ad un comunicato e ad un saluto di prammatica, senza enfasi e senza sentimento.
Auricchio ha lasciato esattamente il giorno dopo la fuga del parlamentino del Vomero.
Oltre al presidente Paolo De Luca hanno abbandonato il sindaco anche il vicepresidente Antonio Iozzi e i consiglieri Fabiana Felicità, Enrico Von Arx e Adolfo De Santis. Hanno spiegato di non condividere gli attuali tratti identitari del movimento.
Ed hanno rinfacciato a de Magistris di aver abbandonato il Vomero, di non aver dato corso alle promesse. La Casa della felicità a via Menzinger, inaugurata in pompa magna due anni fa, è ancora chiusa. La Ztl preannunziata non sì è vista, segnaletica e manutenzione inesistenti, i parchi municipali abbandonati al loro destino. Fuga dunque dal movimento arancione. Passeranno tutti a Italia Viva di Renzi e De Luca sarà candidato alle regionali. Un vero affronto per de Magistris, che con Renzi non ha mai trovato il feeling. Questi ultimi abbandoni, clamorosi, fanno seguito a tutta una serie di divorzi che hanno caratterizzato la gestione de Magistris sin dal primo mandato. Allora ve ne furono numerosi, il più eclatante fra tutti quello del giudice Narducci, che risicì a convivere con il sindaco solo poco più di un anno. La stessa cosa accadde all’urbanista De Falco e al giornalista Marco Esposito, che lasciò temporaneamente Il Mattino e fu poi silurato dallo stesso de Magistris, sol perchè dimostrò subito di non essere un “signorsì”.
Recentemente il divorzio che ha fatto più discutere è stato quello dall’assessore alla Cultura Nino Daniele, apprezzato in tutti gli ambienti cittadini. E proprio in occasione del divorzio da Daniele de Magistris si è esibito in scelte successive, sia riguardanti gli assessori, che riguardanti alcune partecipate importanti, come Asia e Anm, che a definire bizzarre non si rende essttamente conto dello stupore che hanno provocato nell’opinione pubblica.

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