La sfida per “frenare” i cambiamenti climatici passa anche per gli alberi (produttori di ossigeno, capaci di filtrare le polveri sottili e di abbassare la temperatura di 2-3 gradi nei periodi torridi). Alla luce delle scadenze segnalate dalle Nazioni Unite, urge intervenire, a partire dai grandi centri urbani. A Napoli il patrimonio arboreo è depauperato, il Comune non ha mezzi né il personale necessario… Ed ecco che scende in campo la Regione, con finanziamenti che andranno alle municipalità.
La svolta è emersa nel corso dell’incontro alla V Municipalità per presentare il “Rapporto sul verde urbano” del comitato civico Gazebo Verde presieduto da Maria Teresa Ercolanese e al quale è intervenuto anche l’agronomo Silvestro Caputo, in rappresentanza della Regione, che ha dato a sorpresa la notizia. “La qualità dell’aria è una priorità”, ha commentato il consigliere comunale Diego Venanzoni, “di fronte a certe emergenze bisogna impegnarsi al di là delle appartenenze politiche”.


Un rapporto, quello di Gazebo Verde, frutto dell’osservazione dei cittadini, dal momento che a Napoli non esiste il catasto degli alberi benché nel 2015 sia stato assegnato un appalto per il censimento del verde. Note le “sofferenze” del Vomero. Stravolta la fisionomia di Posillipo. A Fuorigrotta dopo la videodenuncia di Gazebo Verde è stato finalmente ripulito da sterpaglie il viale Augusto, il cui asse centrale potrebbe diventare un grande polmone, un corridoio ecologico, prospetta l’architetto Emma Buondonno. Un grande quartiere, privo di un parco pubblico: prima era il Parco Robinson, denuncia Damiano Barbato della omonima associazione, ora “chiuso” dai cancelli della Mostra d’Oltremare… Ai Colli Aminei, viale dei Pini, i pini erano 150, spariti; altri abbattuti in via Nicolardi (la VI Municipalità ha denunciato ai carabinieri l’abbattimento di due pini secolari ad opera di ignoti).


Tanti i parchi chiusi (la Floridiana dal 23 dicembre). Costante perdita delle alberature stradali. In via Cilea, ha riferito la dottoressa Ercolanese, gli alberi erano 175 (ora 80 in meno). Al corso Vittorio Emanuele erano 82 (ne mancano 35). Al corso Umberto erano 345 (ora 92 in meno). Excursus della storica dell’arte Mimma Sardella sul progressivo degrado del verde. Marco Ferruzzi dell’associazione K Marin ha dimostrato come a Napoli Est risultino 10 parchi funzionanti ma non è così . Enrico De Marco di Terra Dea ha illustrato un esempio di buone pratiche condominiali. Per Luca Monsurrò di Mediterraneo Ets bisogna piantare nelle scuole le radici del verde del futuro. “Bisogna affidare la tutela del verde a persone competenti”, ha sottolineato Benedetta De Falco, presidente dell’associazione Premio GreenCare Aps. L’agronomo Giuseppe Esposito, consulente Asl Na 1, spiega gli interventi necessari. Gazebo Verde rilancia la proposta di istituire un garante del verde urbano. Poi arriva la notizia che interverrà la Regione. E l’auspicio comune è che inizi una fase di sana collaborazione fra le amministrazioni.