E’ una prof di Napoli la prima paziente oncologica italiana trattata a casa

da | Mar 2, 2020 | Salute

E’ una prof di Napoli la prima paziente oncologica italiana trattata a casa

Grazie a un protocollo di intesa siglato dal Pascale e da Roche, Rita Cottone, 55 anni, insegnante di educazione fisica, ha ricevuto nel suo salotto un medico che le ha iniettato la prima puntura biologica sottocutanea, una cura finora trattata in qualsiasi altro posto di Italia solo in ospedale. Arruolate nel programma 80 donne per il 2020. Rita sta bene e invita alla prevenzione.

Prof di educazione fisica, madre di due ragazze, Rita Cottone, 55 anni di Marano di Napoli  è la prima paziente italiana affetta da tumore al seno, trattata a casa con la terapia biologica sottocutanea. E’ stato Enrico, giovane medico cubano, venerdì scorso, a bussare alla sua porta per iniettarle la prima puntura e ad abbattere così le barriere dell’ospedale. Enrico tornerà a casa di Rita tra 21 giorni e così, di 21 giorni in 21 giorni, fino al termine del trattamento. Rita è solo la prima delle prime 80 donne selezionate dall’equipe di Michelino de Laurentiis, direttore del dipartimento di senologia oncologica del Pascale inserite nel programma HerHome, voluto dall’Istituto dei tumori di Napoli e reso possibile grazie al supporto di Roche Italia. Grazie a questo accordo, e al contributo della Regione Campania, per la prima volta in Italia le donne come Rita con tumore alla mammella Her2 positivo possono ricevere a domicilio, gratuitamente, il trattamento biologico sottocutaneo e in assoluta sicurezza visto che sono assistite da un medico opportunamente addestrato. Medici come Enrico che iniettano la puntura, poi vanno via, ma ritornano dopo due ore per verificare che non si siano presentati effetti collaterali. La paziente, quindi, durante il trattamento, viene lasciata libera e senza soggezione, ma monitorata. Le viene, infatti, consegnato un cercapersone collegato con il medico che resta per la durata del trattamento nei paraggi della casa della paziente. Pronto, quindi, ad intervenire per qualsiasi evenienza. In cura all’INT Pascale di Napoli per un tumore al seno, Rita, già operata e trattata con chemioterapia e radio, avrebbe dovuto completare la sua cura in ospedale, così come ancora avviene in qualsiasi altra parte d’Italia. Ma grazie a questo programma potrà farlo nel salotto di casa, tra i suoi affetti. Con lei venerdì c’erano le sue figlie di 23 e 21 anni.

<Si tratta di un programma – spiega Michelino de Laurentiis – volto a rendere più confortevole la terapia biologica antitumorale alle donne già costrette ad affrontare un momento difficile e senza stravolgere la vita di un’intera famiglia che, molto spesso, fa completo affidamento proprio su quella donna. Il programma è destinato alle pazienti con carcinoma mammario Her2 positivo sottoposte a trattamento con Trastuzumab in formulazione sottocutanea e che rispondono ad una serie di parametri clinici che consentono la somministrazione in sicurezza. E’ l’oncologo a proporre alle pazienti il programma e se la donna è interessata ha modo di conoscere il medico che la seguirà al domicilio e poi decidere se aderire al programma. L’adesione è volontaria, gratuita e revocabile in qualsiasi momento. Il programma prevede che almeno le prime due somministrazioni di terapia sottocutanea con il principio attivo Trastuzumab avvengano in Day Hospital per poi effettuarle al proprio domicilio. Un medico opportunamente addestrato segue la paziente sia durante la somministrazione che nelle due ore successive>.

Si tratta di un programma ‘senza pensieri’ non solo perché gratuito e perché tutti gli appuntamenti sono programmati e di facile gestione ma anche perché il farmaco e tutto il necessario per la somministrazione è portato dal medico al domicilio della paziente, così come i rifiuti speciali sono smaltiti, sempre gratuitamente da una società specializzata. A gestire, dal punto di vista logistico ed operativo, il progetto è EGG Innovative Health Solutions.

Un progetto realizzato in memoria di Stefania Pisani, come ricorda il direttore generale del Pascale, Attilio Bianchi: <Stefania con l’Associazione “Noi ci siamo”, si è sempre battuta per un percorso di cura più ‘a misura di donna’. Siamo certi che dal cielo ora sta sorridendo>.

Ma Rita come sta? Rita sta bene, è contenta e invita tutte le donne a fare prevenzione:

<La prevenzione mi ha salvato la vita. Ho sempre fatto controlli – dice – ed è proprio in seguito a una mammografia che ho scoperto di avere un tumore. Al Pascale ho trovato una grande assistenza, dalla chirurga che mi ha operato, la dottoressa Maria Teresa Milucci a tutto lo staff oncologico, dal dottor Giovanni Iodice a Michelino de Laurentiis che mi hanno offerto questa grande opportunità di continuare le cure a casa>.

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