Gattuso: Serve più cattiveria

Rino Gattuso ieri in campo durante Napoli-Torino
Rino Gattuso, allenatore del Napoli da dicembre

l Napoli ha appena messo ko il Torino ma al fischio finale Gennaro Gattuso entra sul terreno di gioco visibilmente arrabbiato con la sua squadra per il gol subito da Simone Edera nel finale. Il tecnico azzurro chiede spiegazioni a Manolas, Fabian ed Elmas: qualcosa non ha funzionato nell’azione che ha portato alla rete del Torino. E Gattuso ringhia a fine partita. “Dovevamo trovare una quadra – spiega l’allenatore del Napoli – e ci servivano risultati. La squadra sta migliorando per come tiene il campo e sta in partita. Mi è piaciuta molto. Ma mi sono arrabbiato sul gol preso perché abbiamo dominato e non mi è piaciuta la sufficienza avuta negli ultimi minuti. Ma siamo una squadra viva, bella da vedere. La linea difensiva si è mossa molto bene, con compattezza. Dobbiamo continuare. Avevo tanta paura di questa partita perché avevamo speso tanto e potevano metterci in difficoltà, invece siamo stati bravi”. L’obiettivo, dunque, è chiudere prima le partite. “Abbiamo preso gol al 91esimo – dice Gattuso – non sono 10 minuti. Non dobbiamo essere superficiali, dobbiamo restare sul pezzo. Si va lì a chiudere, non si fa crossare. Non deve esserci pigrizia. A volte diamo la sensazione di non andare sul pallone col veleno e su questo possiamo migliorare. Stiamo lavorando molto sulla fase difensiva – aggiunge il tecnico azzurro – perché credo che ci fa soffrire meno e pizzicare in avanti con le mezzali. Oggi i giocatori del Torino hanno fatto fatica, erano sempre in fuorigioco. Questo ci dà dei vantaggi. Più siamo corti e più facciamo meglio. È per questo che sto dando priorità alla difesa, perché può darci dei vantaggi”.
Dopo tre vittorie di fila e con 9 successi su 15 partite sulla panchina del Napoli, Gattuso sa che sta andando nella direzione giusta. “Noi dobbiamo starci con la testa – afferma Gattuso -. Mancano quasi tre mesi alla fine. So le problematiche che abbiamo avuto e quelle che ci sono tuttora, come i rinnovi e il resto. Ma noi dobbiamo essere professionisti, lavorare e dopo si risolverà tutto. Bisogna essere squadra fino all’ultimo giorno. Io so cosa abbiamo rischiato e lo sanno anche i calciatori. Quando io parlavo dei 40 punti, credevo fortemente che dovevamo raggiungerli. Vedevo una squadra che si allenava pensando a tante cose. Invece dobbiamo proseguire su questa strada – spiega Gattuso – rispettarsi l’uno con l’altro, poi a fine anno vedremo. Questa squadra non può dimenticare le prestazioni con Lecce, Fiorentina, Parma. In queste ultime due che ho nominato c’è stato anche il mio zampino perché mi sono fatto prendere dalla mano, non eravamo pronti al tipo di calcio che volevo fare. Ci sono arrivato in ritardo. Ora sento dire che facciamo il catenaccio. Ma noi non facciamo catenaccio, lavoriamo sulle due fasi”.