Gattuso dà la carica

Gennaro Gattuso ieri durante l’allenamento di rifinitura

Qualcuno lo sta già definendo il “Bersani del calcio”. Il riferimento alle colorite metafore del politico emiliano (quello della “mucca nel corridoio”, tanto per intenderci) è evidente. Dopo il “muri muri cu ‘o spitali”, se ne è uscito ieri con un’altra delle sue espressioni, parlando dello stato d’animo con il quale bisogna affrontare il Torino.
“Se dopo la Champions pensiamo che siamo diventati Brad Pitt non va bene, i giocatori devono pensare di essere brutti, come me”. Il messaggio è chiarissimo: il Barcellona era un capitolo, ora bisognerà affrontare il Torino con gli stessi stimoli, ma con un approccio diverso. ”La squadra era molto stanca dopo il Barcellona, ieri abbiamo lavorato in palestra per farli recuperare, domani chi scenderà in campo deve stare al 100% mentalmente e fisicamente”. Ha commentato il tecnico del Napoli durante la conferenza stampa di presentazione della partita.
Gattuso ha parlato dello stesso livello di intensità tra Barcellona e Torino: “Non so come far avere gli stessi stimoli alla squadra. Me lo chiedo spesso. Provo a prepararla bene e provo a entrare in testa giocatori. Se domani pensiamo a quello che abbiamo fatto con il Barcellona non va bene, quello è passato ora si pensa a Belotti, Zaza, Ansaldi, N’Koulou. Il Torino non vince da tempo ma ha giocatori importanti. Nel calcio di oggi si vede che difficilmente le squadre riescono ad affrontare 10-15 partite con la stessa intensità, mentalità, voglia, passione”.
Il Napoli rinato con le ultime vittorie deve ora riconquistare anche in campionato quel rendimento che ha saputo imprimere al suo percorso nelle gare esterne, con le ultime vittorie di Cagliari e Brescia. E il Torino affamato, vedovo Mazzarri e con il sostituto Longo che non ha fatto certo meglio (anzi peggio) non è il miglior cliente che il Napoli potesse ora trovarsi sul suo cammino casalingo. D’altronde se vuole continuare a coltivare sogni europei non può concedersi altre distrazioni in casa, avendo gettato alle ortiche, proprio al San Paolo, quest’anno, punti pesantissimi. Torino diventa tappa fondamentale. Poi si dovrà andare a Verona, e non sarà una passeggiata.